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«Non c’è dubbio, infatti, che molte previsioni fatte quasi 10 anni fa, in assoluta buona fede, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell’Unione europea, siano state smentite dai fatti, soprattutto per effetto della grave crisi economica di questi anni, che ha portato anche a nuovi obiettivi per la società, nei trasporti declinabili nel perseguimento di sicurezza, qualità, efficienza. Lo scenario attuale è, quindi, molto diverso da quello in cui sono state prese a suo tempo le decisioni e nessuna persona di buon senso ed in buona fede può stupirsi di ciò. Occorre quindi lasciare agli studiosi di storia economica la valutazione se le decisioni a suo tempo assunte potevano essere diverse. Quello che è stato fatto nel presente documento ed interessa oggi è, invece, valutare se il contesto attuale, del quale fa parte la costruzione del nuovo tunnel di base, ma anche le profonde trasformazioni attivate dal programma Ten-t e dal IV pacchetto ferroviario, richiede e giustifica la costruzione delle opere complementari: queste infatti sono le scelte che saremo chiamati a prendere a breve. Proprio per la necessità di assumere queste decisioni in modo consapevole, dobbiamo liberarci dall’obbligo di difendere i contenuti analitici delle valutazioni fatte anni fa»: sono le parole del documento («Adeguamento dell’asse ferroviario Torino – Lione. Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia fase 1 – 2030») che ha pubblicato il Consiglio dei ministri. A pagina 58, per essere precisi.

Gli studi del 1999 prevedevano (per sponsorizzare il Tav) un incremento del 100% dal 2000 al 2010 per un totale di cento tonnellate di merci (ne ha scritto benissimo Maurizio Pagliassotti per Il Manifesto) e invece si sono sbagliati.

Così improvvisamente hanno ragione coloro che vedevano nel Tav un lucroso guadagno solo per chi le opere le costruisce piuttosto che per chi le dovrebbe usare come sarebbe lecito pensare.

Quei pericolosi terroristi dei No Tav insomma avevano ragione nonostante in tutti questi anni ci si sia impegnati a sottolinearne le violenze (poche vere, molte presunte) per evitare di raccontarne i contenuti. Questi hanno fatto un buco nell’acqua infilandolo in un costosissimo tunnel e sono gli stessi che vorrebbero insegnarci “l’unica via possibile per lo sviluppo”.

Ma va là, avrebbe detto mio nonno. Ma va là.

Buon martedì.

 

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