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Ieri in Ungheria la prima roccaforte nazionalista del partito Fidesz è caduta. Una sorpresa insieme alla vittoria da un lato, non semplicemente una sconfitta dall’altro. A poche settimane dalle urne parlamentari ungheresi, alle elezioni locali ad Hodmezovasarhely, dove il partito del premier Viktor Orbán governava ininterrottamente da vent’anni, ha vinto l’opposizione.

Meno di 50mila abitanti, nei pressi dei confini rumeno e serbo, baluardo di un fedele alleato del Primo ministro, Janos Lazar, Hodmezovasarhely è una città «che chiede libertà, democrazia, rispetto della legge, un’economia basata sul mercato, impegno verso l’Europa. Una nuova era comincia oggi, ci siamo alzati in piedi in questa città per dimostrare che vogliamo toglierci di torno quei bulli che tormentano la classe intera» ha detto ai giornalisti Peter Marki-Zay, politico indipendente, appena dopo aver saputo di aver vinto con il 57,5% dei voti, contro il 41,5% del candidato favorito del partito di Orbán, Zoltan Hegedus.

Qui nel 2014 Fidesz aveva raccolto il 61% dei voti. Quattro anni dopo, alle elezioni di ieri, Marki-Zay è riuscito a coagulare lo spettro scisso dell’opposizione del sud dell’Ungheria, in un paesino diventato emblema dell’umore nazionale per gli analisti politici di Budapest: «Questa vittoria insegna molte lezioni. Non è in pericolo il probabile trionfo di Fidesz, ma cambierà sicuramente l’umore del paese nelle ultime settimane prima delle urne».

Manca poco più di un mese alle nuove elezioni, che si terranno l’8 aprile,  e Viktor Orbán, che nel 2010 e 2014 ha raggiunto gli schiaccianti due terzi della maggioranza parlamentare, vincerà per la terza volta l’otto aprile, ma sono i numeri della sua prossima, futura maggioranza a preoccuparlo adesso. Le dinamiche dei quell’opposizione che il premier stesso ha definito poche settimane fa «senza speranza» stanno cambiando.

«Fidesz è ancora il partito favorito alle elezioni parlamentari, ma l’opposizione ha appena ricevuto un impulso inaspettato. È stata una perdita umiliante per Fidesz e un raggio di speranza per l’opposizione che può sconfiggere Orbán ad aprile, se i partiti cominciano a coordinarsi nei distretti elettorali seguendo il modello Hodmezovasarhely» ha detto Attila Tibor Nagy, dal Meltanyossag politikaelemzo kozpont, Centro di analisi politica di Budapest. «Questo risultato ha un significato psicologico» ha detto Robert Laszlo, di Political Capital. «Dimostra che Fidesz si può sconfiggere perfino in posti come questo».

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