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«L’occupazione turca di Afrin mette in pericolo tutto il nord della Siria». La denuncia arriva da Aldar Xelil, uno dei dirigenti della coalizione di partiti Tev Dem, Movimento per una società democratica, l’organo di governo dell’enclave curda Rojava in Siria, all’interno della quale si trova Afrin. L’intenzione di Erdogan è quella di allargare l’influenza turca sulla parte settentrionale del Paese confinante, come lo era ai tempi dell’Impero ottomano, ha dichiarato Xelil. Il governo di Ankara ha, infatti, annunciato la conquista di Afrin da parte del suo esercito e delle milizie locali sue alleate. Secondo un alto funzionario dello Ypg, le Unità di protezione popolare, la milizia curda che ha difeso la città siriana, si prospetta adesso «una nuova fase nella guerra contro l’occupazione turca». Le Ypg, dal canto loro, promettono battaglia fino alla liberazione della città.

Nonostante la fine delle ostilità, la situazione ad Afrin resta drammatica. L’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) ha fatto sapere che, una volta preso il controllo della città, l’esercito turco e i suoi alleati si sono dati al saccheggio. Basi militari ed edifici istituzionali abbandonati, ma anche abitazioni private e veicoli sono stati depredati, peggiorando ancor di più la situazione di una popolazione già stremata. L’Ondus ha infatti stimato in circa 200mila i civili in fuga da Afrin.

Come se non bastasse, le forze di Erdogan e sue alleate stanno eliminando simboli e monumenti associabili alla cultura curda. Sempre l’Ondus, documenta l’abbattimento di una statua che era stata eretta quattro anni prima, per celebrare la fondazione dell’enclave curdo.

Intanto, negli ultimi giorni, in Italia e nel resto del mondo, si sono moltiplicate le manifestazioni in supporto alla popolazione di Afrin e delle milizie Ypg e Ypj, la milizia femminile curda. Domenica si è tenuto un presidio alla stazione Termini a Roma, in sostegno della città siriana e per protestare contro l’invasione turca. In concomitanza, una manifestazione di solidarietà si era tenuta anche a Torino, su invito della Rete kurdistan Italia.

Secondo il giornale tedesco Junge Welt, sabato scorso, 20mila tra curdi, turchi, ma anche semplici tedeschi vicini alla causa, hanno manifestato ad Hannover sventolando bandiere dello Ypg e Ypj. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario del partito Die linke, Bernd Riexinger.

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