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Sin dai tempi della guerra del Golfo, l’archeologo Paolo Brusasco ha denunciato lo scempio del patrimonio artistico nell’antica Mesopotamia. Docente di archeologia del Vicino Oriente antico all’università di Genova e supervisore di importanti scavi archeologici in Iraq e in Siria, Brusasco è autore di numerosi saggi, a cui ora si aggiunge l’importante ricognizione Dentro la devastazione. L’Isis contro l’arte di Siria e Iraq (La nave di Teseo). A lui abbiamo chiesto di aiutarci a fare il quadro delle devastazioni del patrimonio archeologico in Kurdistan di cui nessuno parla.

«Per quanto riguarda l’area del Kurdistan iracheno le devastazioni sono state tutte concentrate nella piana di Mosul, a Ninive nella zona di confine», racconta Brusasco. «Ma è nel Kurdistan siriano che si sono concentrate le maggiori devastazioni. La feroce campagna militare turca nella zona di Afrin in Siria ha già visto gli attacchi al tempio neo ittita di Ayn Dara, a monumenti ellenistico-romani e bizantini di Cyrrhus e islamici a Jindaris. Attacchi che violano il diritto internazionale e la Convenzione dell’Aja del 1954. Secondo alcune fonti, i bombardamenti avrebbero colpito anche la celebre cattedrale di Julianos una delle più antiche e imponenti chiese cristiane della Siria del IV secolo.

Particolarmente colpita dalle truppe di Ankara è stata la regione del Rojava.
Stupisce il silenzio mondiale che avvolge questo micidiale attacco. Il presidente Erdogan oggi sta massacrando i curdi che nel 2014 hanno proclamato la nascita della federazione del Rojava, ovvero l’unico Stato democratico in Oriente. Parliamo di quegli stessi curdi che erano visti come eroi quando hanno liberato Kobane e Raqqa dall’Isis. Parliamo di un progetto politico che vede le donne come soggetto attivo con ruoli di responsabilità anche a livello strategico e politico. La confederazione si rifà a statuti e alle costituzioni democratiche di repubbliche confederali occidentali e riunisce arabi, turkmeni, cristiani. Oggi vengono bombardati e uccisi dall’esercito turco e del Free syrian army, che ormai non esiste più, poiché vi hanno fatto ingresso islamisti che si sono alleati con i turchi. Tutto questo avviene senza che il mondo dica nulla.

Contestualmente, la Turchia sta cercando di cancellare il patrimonio storico artistico curdo, bombardando anche siti patrimonio Unesco.
Proprio nei giorni scorsi Ankara ha bombardato…

L’intervista di Simona Maggiorelli a Paolo Brusasco prosegue Left in edicola


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