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La scorsa settimana ho visto due simpatiche commedie russe ambientate nella San Pietroburgo odierna (Piter FM del 2006 e Kokoko targato 2016). Ciò che mi ha colpito è quanto siano ricorrenti nei film ambientati nella “Venezia del Nord” i suoi cortili interni. Chi ha vissuto a “Piter”- così viene vezzeggiata dai suoi abitanti – o almeno non ci è passato solo di sfuggita, credo sappia cosa intendo.


I cortili interni di San Pietroburgo non sono particolarmente belli anzi, a prima vista appaiono spesso spogli. Vi si accede attraverso un tunnel non illuminato. Al loro interno sono spazi asfaltati da cui si accede alle diverse scale del condominio. Talvolta da un primo cortile si può passare a un secondo e a un terzo per poi sbucare in un’altra via della città: scorciatoie spesso note solo agli abitanti del quartiere. Qui spesso i bimbi del caseggiato trovavano modo – e trovano, ma sempre meno – di sfruttare al meglio questa piccola porzione di terra di nessuno, per giochi con la palla o con la corda. (Non gli adolescenti che preferiscono ritrovarsi sulle scale interne per fumare e chiacchierare). Nei cortili, subito dopo la guerra gli abitanti del caseggiato organizzavano anche feste e balli, ampliando ancora di più quella comunanza già dettata dalla vita nelle case in condivisione.


La notte i cortili diventano uno spazio più freak: luogo di ricovero momentaneo per gli ubriachi o del sesso clandestino di coppie improvvisate, mentre sui muri dei suoi tunnel vengono incollati manifestini di concerti punk.


Negli ultimi anni i cortili di San Pietroburgo sono diventati luoghi di culto. Si contano molti appassionati che organizzano veri e propri tour per visitare quelli più particolari. Ed esistono siti internet che hanno costituito un vero e proprio catalogo dei cortili. E se quelli del centro storico diventano tradizione, cresce però anche l’interesse per quelli delle periferie, dei nuovi caseggiati dei quartieri dormitorio. Sì perché anche lì spesso ha assunto sembianze peculiari, rimodellando il tessuto urbano. Anche lì i muri e i pavimenti si stanno impregnando di storie.

Buongiorno Mosca,
Storie, vicende e riflessioni dalla Russia
yurii.colombo@gmail.com

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