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Non sembrano esserci più certezze, a sinistra. In effetti la sinistra viene ormai data dai più come non esistente, come potrebbero esserci certezze in qualcosa che non esiste più? Ma cosa è un’idea di politica se non un sistema di certezze con il quale leggere la realtà? In base a quelle certezze, derivate da un rapporto con la realtà, si fa poi la Politica. Allora l’esistenza della sinistra coincide con l’esistenza (o meno) delle sue certezze.

Le certezze sono una conoscenza della realtà. È quando si è certi di qualcosa perché si è avuto esperienza che le cose stanno in quel certo modo: se quando esco di casa e per terra è bagnato allora significa che prima ha piovuto. È una certezza che non ha bisogno di verifica di quanto affermato. È un istintivo, immediato rapporto con la realtà. Il nostro corpo ha bisogno di nutrirsi con un certo quantitativo di energia ogni giorno che deriviamo dal cibo e di scaldarsi e riposarsi in luoghi protetti dalla violenza dell’ambiente. Se piove ho bisogno di un ombrello per ripararmi. Se c’è un sole molto forte avrò bisogno di un po’ d’ombra.

È un ovvio rapporto con la realtà che tutti abbiamo e che tutti esercitiamo senza nemmeno pensarci. La nostra realtà del corpo ha necessità di mantenere un equilibrio termodinamico. Abbiamo necessità di energia a bassa entropia, ossia energia che possa essere poi usata per ricostituire l’equilibrio che continuamente si perde proprio per l’aumento inevitabile di entropia del sistema termodinamico “corpo”. Ed è anche per questo che il rapporto con la realtà materiale è ripetitivo e monotono.

La vita biologica è questo: è la ricostituzione continua di un equilibrio che continuamente si perde. Il corpo, la realtà biologica nostra e degli animali, ma anche delle piante, è una macchina termodinamica che oscilla, più o meno rapidamente, attorno ad un equilibrio. Quando ci si allontana troppo dall’equilibrio, per malattia, per un incidente, e non si riesce a ricostituire lo stato precedente, il corpo muore. La macchina biologica si ferma perché non funziona più quel meccanismo termodinamico che oscilla attorno all’equilibrio. Ma l’essere umano non è solo termodinamica. La nostra vita non è un ciclo che ruota fisso attorno ad un punto di equilibrio. Nessuno pensa la propria vita in questo modo. La mente umana comprende spontaneamente un’idea di evoluzione, di nascita, evoluzione e morte che non comprende una oscillazione continua attorno allo stesso punto per tutta la vita. Anzi nella misura in cui ci sia una staticità, una fissità di solito questa è associata con un malessere o una malattia. Perché la mente umana è in continua evoluzione, in continuo movimento. Nella misura in cui la mente umana si ferma l’essere umano è morto o è come se fosse morto. Come il catatonico che rimane immobile senza battere gli occhi o muovere nemmeno un muscolo anche se gli si punge una mano con un ago.

Cos’è o cosa dovrebbe essere la Sinistra? È fare quelle cose che perseguano e favoriscano la realizzazione degli esseri umani. È un pensiero di organizzazione della società di modo che vengano eliminati o contrastati quei comportamenti, azioni o pensieri che ostacolano la realizzazione degli esseri umani. Quindi senz’altro deve permettere alla macchina termodinamica di oscillare attorno al suo equilibrio. Ossia è necessario pensare ai bisogni materiali e che essi siano soddisfatti per tutti.

Ma deve anche favorire “l’evoluzione” di ognuno, la propria storia personale fatta di realizzazioni che sono per ognuno diverse. Ma cosa sono le realizzazioni? Sono nascite che determinano separazioni.* Le certezze della politica dovrebbero ripartire da qui. Dalla comprensione di ciò che fa una vita piena e realizzata e quindi favorendo la realizzazione delle condizioni materiali perché quella strada sia percorribile da tutti. Si potrebbe obiettare che la politica è invece assicurare la libertà e la sicurezza da coloro che sono “cattivi”. La verità è che in realtà i cattivi non esistono. Esistono persone che esercitano violenza, più o meno esplicita, perché hanno perso in maniera più o meno profonda la propria nascita, ovvero la capacità di saper stare con gli altri senza un fine utilitaristico. In questo senso la violenza andrebbe codificata non solo come violenza materiale. Si comprende facilmente osservando i bambini, che fanno l’esatto opposto della violenza: essi vogliono solo e soltanto realizzare ed esprimere l’amore per gli altri che hanno dentro di sé. Amore che è volere che l’altro sia.

Pochi giorni fa Melania, mia figlia, mi ha regalato un libro per il mio compleanno. Lo ha scritto e disegnato lei stessa. È una storia con cui mi ha spiegato come riuscire a non avere paura del buio e quindi a trovare la mia nascita. E poi mi ha spiegato come poter diventare un guerriero con un piccolo cuore blu che mi guidi attraverso il labirinto. La sinistra deve rinascere da qui, guardando e prendendo esempio dalla genialità dei bambini.

Le certezze vanno cercate della bellezza dei bimbi, negli affetti, nello stare insieme, nelle immagini belle dell’arte, della poesia, nelle idee di uomini e donne che hanno amato gli altri più che se stessi. Già perché il prossimo lo si deve amare più di se stessi e non come se stessi. Perché è la realizzazione dell’altro che fa la nostra realizzazione. È il volere la capacità di amare dell’altro che fa la nostra capacità di amare. È l’amore della donna che fa l’identità dell’uomo e l’amore dell’uomo che fa l’identità della donna. Ed è l’identità di ognuno di essi che fa l’amore dell’uomo per la donna e della donna per l’uomo. E poi… poi c’è l’amore infinito di una bambina che fa piangere il padre e non lo fa più essere padre per farlo essere uomo.

 

(*) Qui mi riferisco al concetto di nascita e separazione per come li intende Massimo Fagioli ai cui libri il lettore può fare riferimento per approfondire. Per esempio con Istinto di morte e conoscenza, l’Asino d’oro edizioni, 2017.

L’editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola


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