Facciamolaconta. Non è il nome di un gioco ma quello di un gruppo di attrici e attori, perlopiù impegnati in teatro, che da circa tre anni si batte per i propri diritti. Gruppo unitosi attorno alle tante difficoltà della categoria e ad una battaglia comune: quella per il rinnovo del Ccnl degli attori della prosa (tecnicamente Ccnl degli artisti, tecnici e amministrativi scritturati), scaduto da più di dieci anni e di cui, dopo 3 di trattativa, è stato siglato il rinnovo tra sindacati e parte datoriale (varie associazioni teatrali assistite da Agis). Un risultato ottenuto grazie all’appoggio di Cgil, Cisl e Uil, sull’onda del quale il gruppo non si è fermato. Adesso infatti si è lanciato in una battaglia più grande e tutta nuova: la sigla del contratto nazionale degli attori dell’audiovisivo (attori di cinema, tv e webseries). Nuova perché, ad oggi, un contratto di questo tipo ancora non esiste.

Ma, per capire come sono andate le cose, bisogna fare un passo indietro e ripartire dal nome, che come sempre non è casuale. «Ci chiamiamo così perché volevamo contarci – racconta Barbara Folchitto, attrice che fa parte del gruppo – visto che non siamo una categoria unita. Volevamo capire quanti fossimo in Italia ad avere gli stessi problemi». Problemi ben sintetizzati un anno fa, quando, a maggio 2017, mentre proseguiva la discussione per il rinnovo del contratto della prosa, venne pubblicata la ricerca Vita da artisti condotta da Cgil e Fondazione Di Vittorio sulle condizioni di vita e di lavoro dei professionisti dello spettacolo, attori e attrici in primis.

Uno studio che restituì un quadro desolante, caratterizzato da retribuzioni medie annuali intorno ai…

 

L’articolo di Simone Schiavetti prosegue su  Left in edicola


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