Nata in Polonia nel 2015 in reazione al centrosinistra neoliberista, Razem (Insieme) è una forza politica che si ispira al partito spagnolo. Fortemente europeista, è al fianco delle donne che lottano per una legge sull’aborto

Hanno scelto di chiamarsi Razem che in polacco significa Insieme. Senza nessun richiamo al passato né alla sinistra classica. Messo in soffitta il rosso, il colore prescelto è il viola. I sondaggi attestano questo partito al 6 per cento, ma in Polonia c’è chi azzarda che rappresenti l’unica alternativa valida al governo autoritario e populista di Jaroslaw Kaczyński. È un’interessante novità, soprattutto a livello culturale e teorico, nel panorama europeo. È la Podemos polacca.

«Diamo voce ai disillusi e a chi si schiera contro l’establishment» ripetono nei comizi. Attenti agli ultimi della società, hanno ottenuto consensi in primis tra i giovani, le donne e i precari (nel mondo del lavoro ha ottenuto un buon 10 per cento). Costruiscono la sinistra, senza nominarla. Questo è il loro segreto. «Siamo una forza populista, nel senso che ci facciamo portavoce delle legittime domande del popolo: più democrazia e giustizia sociale», dicono.

Razem nasce nel 2015 da un collettivo studentesco, da ex Giovani socialisti e da attivisti Verdi che, a pochi mesi dalle elezioni nazionali, mandano una lettera aperta a movimenti e società civile: si invoca la nascita di un soggetto nuovo che ridia speranza alla gente. Giungono duemila firme in pochi giorni, tutte persone estranee a mobilitazioni organizzate. Toccano le corde giuste: è un appello di insoddisfazione nei confronti dell’establishment e, anche, contro una sinistra ormai…

L’articolo di Giacomo Russo Spena prosegue su Left in edicola


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