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Il film giapponese Shoplifters diretto da Hirokazu Kore-eda ha vinto la Palma d’Oro alla 71a edizione del Festival di Cannes. Con un’opera insolita e toccante che mette al centro una famiglia anticonvenzionale (una famiglia di taccheggiatori che adottano un orfano) trattata con grande sensibilità. Questo il verdetto della giuria internazionale, presieduta dall’attrice Cate Blanchett.
Da segnalare in particolare il Grand Prix della Giuria  andato a Spike Lee per BlacKkKlansman, film ambientato negli anni Settanta ma con un forte sguardo sul presente: è una pellicola di denuncia sul razzismo che lancia diverse frecciate contro l’attuale amministrazione di Donald Trump.

Premio della Giuria a Caphernaum, diretto dalla libanese Nadine Labaki, favorito in prima battuta, ma che ha fatto molto discutere per il modo confuso e poco autentico con cui tratta un tema delicatissimo come quello dell’infanzia negata in situazioni di migrazione criminalizzata, immaginando un calvario cristologico.

Premio per il miglior regista è stato assegnato al polacco Pawel Pawlikowski per  Cold War, u storia d’amore in bianco e nero che, nonostante tutto, attraversa gli anni della Guerra Fredda.

Premio Speciale, una novità di questa edizione del Festival di Cannes,  è andato a un decano del cinema: a Jean-Luc Godard (che festeggia 87 anni) per il suo Le livre d’images . E ancora premio per la migliore attrice a Samal Yeslyamova per Ayka, diretto dal kazako Sergey Dvortsevoy. Il riconoscimento per la migliore opera prima, Caméra d’Or, va al belga Girl, diretto da Lukas Dhont, presentato nella sezione Un certain regard. Il premio Fipresci della critica internazionale va al coreano Burning di Lee Chang-dong.
Successo per il cinema italiano che ottiene due premi: il migliore attore è Marcello Fonte per Dogman, diretto da Matteo Garrone, mentre il premio per la migliore sceneggiatura va  a Alice Rohrwacher per Lazzaro felice, ex aequo con l’iraniano 3 Faces, scritto da Nader Saeivar e dal grande regista iraniano Jafar Panahi.

Alba Rohrwacher compare invece nell’opera di Zanasi che imbastisce una melensa storia confessionale: un manipolo di corrotti burocrati inizia un progetto di chiara speculazione edilizia, Lucia è chiamata dalla madre di Dio a “parlare con gli uomini” per impedire l’edificazione di tale nefandezza ma di una chiesa in suo onore.

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