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Il 24 maggio, il Parlamento europeo a Bruxelles rende note le motivazioni della sentenza del Tribunale permanente dei popoli su Turchia e popolo curdo. Già a conclusione della scorsa sessione a Parigi, Philippe Texier, presidente del Tribunale, ha annunciato un punto fondamentale di conclusione: anche secondo il Tribunale permanente dei popoli, la Turchia è responsabile della continua violazione del diritto all’autodeterminazione del popolo curdo.

Perché parlo di questa sentenza a proposito del futuro del progetto europeo? Perché ci aiuta a capire molto del presente della Ue e di un futuro possibile per lo spazio europeo. Pochi mesi fa l’Ue ha erogato la seconda tranche di finanziamenti alla Turchia per bloccare il flusso di rifugiati. Fondi erogati, in cambio della difesa delle frontiere, a un regime repressivo, autoritario, e appunto responsabile della continua violenza contro il popolo curdo. Dall’altro lato, abbiamo un popolo resistente, la cui storia recente ci parla di co-rappresentanza, di con-federalismo democratico, di lotta per l’autodeterminazione non coincidente con la rivendicazione della forma-Stato.

Se l’Ue neoliberista e neo-autoritaria dialoga con Erdogan, un progetto europeo alternativo al neoliberismo potrebbe, invece…

L’articolo dell’europarlamentare Eleonora Forenza prosegue su Left in edicola


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