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Il ribelle incontra il presidente. I due signori della guerra del Sud Sudan tenteranno nelle prossime ore di trovare un accordo di pace. Si sono dati appuntamento in un Paese terzo, l’Etiopia. Il leader dei ribelli Rieck Machar all’alba di questa mattina è arrivato ad Addis Abeba per incontrare il presidente del paese, Salva Kiir. Tregua, compromesso, cessate il fuoco: almeno una di queste tre soluzioni può far terminare una guerra iniziata cinque anni fa.

Finora tutti i negoziati per la pace sono falliti e il conflitto etnico ha lasciato già sul terreno migliaia di morti. Nonostante gli appelli internazionali, in Sud Sudan si spara e si spara ancora. Due anni: l’ultima volta che i due hanno tentato di far terminare la guerra civile è stato nel 2016. Dopo il genocidio in Ruanda nel 1994, quella sudsudanese è una delle più gravi crisi d’Africa.

Nello Stato più giovane del mondo – il Sud Sudan è indipendente dal Sudan dal 2011 – la guerra civile va avanti dal 2013, quando le truppe leali a Machar, ex vice di Kiir, si sono ribellate contro quelle del presidente. Sono tre i milioni di profughi che hanno dovuto abbandonare la casa per essere sfollati in altre zone del Paese o nella vicina Uganda.

Soluzione o risoluzione: a tutti i costi. L’incontro di oggi deve dare i suoi frutti: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha caldeggiato l’ipotesi di un embargo e sanzioni contro il paese se un accordo politico e militare non verrà raggiunto.

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