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Tendere la corda il più possibile, è questa la strategia di Salvini. Fare in modo che chi lo ascolta abbia una sensazione sgradevole. E questo sia che chi lo ascolta sia un suo seguace o meno.Esagerare sempre. Sapere perfettamente di dire cose al limite o anche oltre la legalità. Aver capito perfettamente che le realtà percepita e immaginata vale di più della realtà vera. Gli abitanti del Paese Italia sono diminuiti e continueranno a diminuire. Paesi interi si svuotano. Intere economie che devono modificarsi in conseguenza della scarsità di popolazione. Ma il messaggio “siamo invasi, non possono venire tutti in Italia, non abbiamo posto, non c’entrano tutti” è ciò che viene accettato come realtà. La gran parte delle coppie che decide di fare un figlio lo fa in età avanzata e fa un numero di bambini insufficiente a “rimpiazzare” se stessi. Al contrario della vulgata questo fatto non dipende da un problema economico. È un tema di evoluzione della società e di chi la famiglia la fa. In primis le donne che decidono di fare o non fare figli. Il grande inganno sta svanendo. L’economia è fatta dalle persone prima che dalle cose. Forse è questo il primo dei problemi. Proviamo a chiederci perché Salvini vuole chiudere le frontiere. Qual è potrebbe essere la motivazione profonda. Credo diventi evidente se pensiamo alle ultime uscite pubbliche del papa. La prima cosa da notare è che il papa non ha detto nulla sui migranti durante il fine settimana del “sequestro” dell’Aquarius. Appena conclusa quella vicenda e prima di qualsiasi parola su di essa il papa ha parlato di aborto e di famiglia. Apparentemente una cosa che non c’entra nulla con i migranti. Invece no. Perché in verità il tema centrale della politica di Salvini e del papa è l’emancipazione della donna. Il loro vero obiettivo è impedire l’emancipazione della donna. Emancipazione intesa come possibilità di realizzare se stessa come essere umano uguale in tutto e per tutto all’uomo.

Per il papa e Salvini il ruolo della donna è lo stesso: la donna deve fare figli, deve stare a casa nella famiglia tradizionale, deve perdonare il marito che la tradisce, deve accudire i figli e farne dei bravi cristiani. Nel caso questo non accada devono crearsi le condizioni per un impoverimento generale della società e ne deve essere attribuita la colpa al crollo della famiglia tradizionale. I migranti possono disturbare questo scenario. Portano vita nuova, vitalità e pensieri nuovi nella nostra società. Il loro lavoro è ciò che può rendere di nuovo prospera la nostra società (già lo fanno pagando buona parte delle pensioni) e liberare le donne dalla schiavitù della famiglia tradizionale. Il papa è intervenuto con perfetto tempismo. La società italiana deve essere chiusa agli arrivi, nessuno deve disturbare le famiglie italiane che devono pensare a fare figli, tanti figli. Le donne devono diventare animali da riproduzione. Perché questo è il vero pensiero del papa. La realtà della donna è fare figli. Non è studiare, non è lavorare, non è realizzare un’identità. La donna non deve esistere come essere umano. Solo i maschi della specie sono dei veri esseri umani. La donna deve obbedire all’uomo, occuparsi della casa e dei numerosi bambini. E certamente, in questa pazza visione della vita umana, c’è che un aborto terapeutico diventa selezione della razza. Anche la stessa definizione rivela il pensiero razzista che anima questo papa, lui sì fintamente buono. Perché non esistono razze tra gli esseri umani. Se si dice “selezione della razza” riferendosi ad un aborto terapeutico si sta implicitamente dicendo che esistono razze umane. Si dice che le “razze” inferiori sono dei malati, esseri inferiori che vanno accettati ma che comunque sono inferiori.

Il papa non dice mai “non esistono le razze, siamo tutti uguali”. Il papa dice sempre “bisogna accogliere nella nostra comunità chi non ne fa parte”. La razza superiore e quella inferiore sono sottointese. Ed è evidente che la donna sia considerata un essere inferiore. Credo si possa dire che è un pensiero forse più razzista di quello di Salvini. La verità è che il mondo è cambiato profondamente. C’è una realtà di liberazione nei fatti delle donne che se ne infischiano altamente di quello che dice il papa loro di fare. Ci vorrà ancora tempo ma la strada è segnata. Salvini, Trump, Orban sono colpi di coda, certamente molto pericolosi, ma che non potranno nulla contro una prospettiva di realizzazione della donna che sarà sempre maggiore e sarà ciò che permetterà di sviluppare una nuova umanità e quindi una nuova politica di sinistra. Sànchez in Spagna forse lo ha capito o magari solo intuito e ha formato un governo in maggioranza di donne.

Saramago lo ha scritto. In Cecità racconta come è una donna a guidare chi non vede più. La donna che riesce a non diventare anaffettiva, che non viene cambiata nell’essere senza emozioni dall’omologazione, come nell’Invasione degli ultracorpi. La donna che reagisce e che permette a tutti gli altri di restare umani.

L’editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola


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