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Vezio De Lucia, noto e stimatissimo urbanista, oltre ad aver pubblicato libri fondamentali per comprendere il declino del governo pubblico delle città italiane, ha dedicato anche molta parte della sua esperienza culturale e istituzionale alla sua città, Napoli. La bibliografia è in tal senso sterminata e va dalla ricostruzione dal terremoto del 1980 al suo ruolo di assessore all’Urbanistica delle giunte guidate da Antonio Bassolino negli anni 90. A questi ragionamenti che hanno avuto il merito di affrontare in modo sistematico la vicenda urbanistica napoletana, si aggiunge oggi un agile volume (Napoli, promemoria. Storia e futuro di un progetto per la città, con la prefazione di Tomaso Montanari, Donzelli editore) che restituisce il quadro di quaranta anni di idee e impegno.
Decenni spesi nella difesa della città pubblica, contro i tentativi della proprietà fondiaria privata di condizionare il progetto di trasformazione di Bagnoli fino ad approvare un piano che non consuma territorio in edificato ma consente solo la ristrutturazione delle volumetrie esistenti e disegna una rete di trasporto su ferro inedita nel panorama nazionale. Negli anni di deregulation, Milano è riuscita a dare un’impressione di vitalità solo con l’effimera vicenda Expo 2015. Torino, per colpa della scellerata politica delle grandi opere guidata dalle amministrazioni di centrosinistra, sta sfiorando il fallimento economico e la giunta Cinque stelle di Chiara Appendino ha tagliato il comparto culturale e pensa di privatizzare una parte dei trasporti pubblici. Le difficoltà di Genova sono testimoniate dalla crisi del sistema idrogeologico ed economico: anche lì l’azienda dei trasporti sta per essere messa in vendita. Nella Firenze dominata dal renzismo, si procede alla vendita sistematica del patrimonio pubblico. Infine, le città del sud sono…

L’articolo di Paolo Berdini prosegue su Left in edicola


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