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Guardare le stelle. Sdraiati su un prato, oppure seduti, con il mare vicino o tra le braccia di uno dei quartieri più belli di Roma. Aspettando che la proiezione del film cominci o che Matteo Garrone arrivi per dare il via alla serata. Questo è “Il Cinema in piazza”, il nuovo progetto dei ragazzi del cinema America. Un festival gratuito che, partito ad inizio giugno, vedrà oltre 120 film proiettati fino ai primi di settembre nelle tre arene all’aperto romane: a Trastevere e in zone periferiche della capitale come il parco della Cervelletta a Tor Sapienza e il Porto turistico di Ostia. La formula è quella già collaudata negli anni passati con l’esperienza del cinema all’aperto a Trastevere in piazza San Cosimato: titoli che spaziano dai grandi classici ai cartoni Disney, la presenza di registi di spicco per introdurre alcuni film (Garrone, Sorrentino, Verdone solo per citarne alcuni) e retrospettive dedicate ai grandi autori. Un’esperienza che solo la scorsa estate ha contato 80mila presenze nell’arco di tutto il festival. Stessa formula ma spazi che cambiano, con la conferma di piazza San Cosimato, giunta al termine di una vicenda che aveva visto il Comune di Roma, ad inizio 2018, scegliere di non concedere il luogo per il festival ma di metterne a bando il suo utilizzo. Di fatto provando a “mettere il cappello” o ad appropriarsi di un’esperienza che fra i tanti meriti, aveva avuto quello di far vivere in maniera diversa uno spazio di Roma che mai prima dei ragazzi del cinema America aveva visto un utilizzo simile. Una storia finita addirittura sulle pagine del New York Times, nella quale a difesa dei ragazzi si schierarono, oltre a gran parte dei residenti di San Cosimato e non solo, anche una lunga serie di star dell’ambiente cinematografico italiano, nonché registi del calibro di Martin Scorsese. La vicenda portò solo alla “desertificazione” della piazza, perché…

L’articolo di Simone Schiavetti prosegue su Left in edicola


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