Condividi

«Un uomo ritenuto colpevole di atti persecutori nei confronti di una donna non può ricoprire un incarico pubblico. Non è un problema personale, bensì politico». La coordinatrice del centro antiviolenza della Casa della donna di Pisa, Giovanna Zitiello, non usa mezzi termini. Andrea Buscemi, neo assessore alla Cultura del Comune di Pisa, roccaforte di sinistra espugnata dal Carroccio alle ultime amministrative di giugno, è nell’occhio del ciclone. La questione, da locale, è diventata nazionale dopo una raccolta firme promossa dalla Casa della donna per chiedere le dimissioni dell’assessore leghista per le vicende giudiziarie che lo hanno riguardato. Andrea Buscemi, attore e regista teatrale, è stato denunciato nel 2012 per stalking dalla sua ex compagna, Patrizia Pagliarone. Al termine del processo è stato prosciolto per avvenuta prescrizione del reato. È stato tuttavia condannato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento della vittima in sede civile dalla Corte di appello di Firenze.

Pochi giorni dopo dall’inizio della petizione online, si sfiora la cifra di 25 mila sottoscrizioni. E le promotrici promettono di «occupare pacificamente» il Comune in occasione del primo consiglio comunale previsto per il prossimo 17 luglio, se non sarà ritirata la nomina dell’assessore da parte del sindaco Michele Conti.
«La grande adesione alla petizione è stata una sorpresa anche per noi. Questo dimostra che molte cittadine e cittadini ritengono che non si debba essere tiepidi di fronte alla violenza nei confronti delle donne soprattutto se il responsabile ricopre oggi cariche pubbliche», precisa Zitiello.
Patrizia Pagliarone, nel corso del lungo iter processuale, si è affidata al sostegno della Casa della donna di Pisa. «Siamo state al fianco di Patrizia in tutti questi anni, e abbiamo seguito con lei la vicenda giudiziaria che, è bene ribadirlo, non si è conclusa con un’assoluzione ma con la prescrizione del reato. La raccolta firme è stata promossa per ribadire a voce alta che la violenza sulle donne, di cui tutti conoscono la dimensione drammatica nei numeri e nelle modalità, è un problema di rispetto dei diritti fondamentali. Un rappresentante politico colpevole di stalking, al di là della sua appartenenza partitica, è semplicemente inammissibile» aggiunge ancora Zitiello, ricordando inoltre che «Buscemi è stato protagonista di episodi persecutori anche nei confronti di altre donne». I giudici infatti hanno accertato che Buscemi ha messo in atto «condotte di minaccia ai danni di due testi per indurle a non testimoniare, a seguito delle quali il giudice per le indagini preliminari ha emesso un divieto di avvicinamento alle stesse».
Ma l’assessore sembra non avere alcuna intenzione di dimettersi, anche se sale l’imbarazzo in casa Lega. Il sindaco Michele Conti, che ha fortemente voluto Buscemi alla cultura, risulta essere fuori città per qualche giorno di riposo dopo le fatiche elettorali e non si è ancora espresso, a parte un laconico «Valuteremo». In sua difesa è invece intervenuta la sindaca leghista di Cascina, Susanna Ceccardi, dove Buscemi è stato direttore artistico del teatro Politeama: «Ma la sinistra è garantista solo quando le torna bene? Buscemi è incensurato, sarà valutato a Pisa per il lavoro che svolgerà e non certo per una vicenda giudiziaria chiusa».
Identica risposta utilizzata dallo stesso Buscemi per rimandare al mittente la richiesta di dimissioni. Come riporta un quotidiano locale, Il Tirreno, alla prima riunione di giunta l’assessore ha sventolato davanti al sindaco e ai suoi colleghi la fedina penale pulita, come a ribadire l’insensatezza della richiesta. E ai numerosi giornalisti che lo hanno contattato in questi giorni, ha sempre ripetuto: «Sono tutte accuse strumentali, io vado avanti». Lo ha ribadito anche nell’ultimo post pubblicato sul suo profilo social: «Io vado avanti. Alla faccia di chi mi vuole male, e soprattutto vuole male a Pisa».
Ma ad andare avanti sono anche le attiviste della Casa della donna..
«La nomina di Andrea Buscemi ad assessore del Comune di Pisa ha aperto una ferita profonda nella città e nel cuore delle sue istituzioni – ha dichiarato Carla Pochini, presidente della Casa della donna in occasione dell’assemblea pubblica del 10 luglio -. Se entro il 17 luglio, giorno di insediamento del Consiglio comunale, quella nomina non sarà ritirata scenderemo in piazza con sit-in e manifestazioni e arriveremo anche ad occupare il Comune. Non ci fermeremo».
Nel frattempo è stata promossa anche un’iniziativa di social bombing sul profilo facebook del sindaco Michele Conti, con commenti che, in calce al post della presentazione della giunta, chiedono le dimissioni di Buscemi.
Dal fronte delle opposizioni invece regna un silenzio assordante. Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia non si sono pronunciati, forse in attesa di capire come andrà a finire la querelle in casa Lega. Solo la coalizione Diritti in Comune, che unisce la lista civica Città in Comune, Rifondazione comunista e Possibile, si è dichiarata pronta a presentare una mozione di sfiducia: «Come gruppo consiliare depositeremo la mozione di sfiducia, e chiederemo anche alle altre forze di opposizione di sottoscriverla – precisa Ciccio Auletta, consigliere comunale ed ex candidato sindaco per Diritti in Comune – Ma la responsabilità politica della vicenda è tutta in capo al sindaco Conti. Ci auguriamo che ritiri la nomina di Buscemi prima del 17 luglio».

Commenti

commenti

Condividi