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Il 12 luglio si è insediata la nuova sindaca di San Francisco. Il suo nome è London Nicole Breed, ha 43 anni ed è la prima donna afroamericana a guidare la città californiana. Breed appartiene al Partito democratico, ma nonostante la sua precedente carica fosse quella di presidente del Board of Supervisors, una sorta di consiglio comunale, non è decisamente un membro dell’establishment. Cresciuta da sua nonna in condizioni di indigenza nei sobborghi di San Francisco, nel quartiere popolare di Western Addition, ha perso sua sorella nel 2006 a causa di un’overdose, mentre suo fratello si trova attualmente in carcere, anche lui dipendente dalla droga. La sua storia difficile, però, non è stata affatto un deterrente, ma anzi l’ha avvicinata ai suoi elettori, alcuni dei quali condividono esperienze simili. Nemmeno i suoi (ormai ex) avversari possono essere considerati il ritratto della società americana come la vorrebbe Donald Trump: Mark Leno è un ex-senatore democratico omosessuale, mentre Jane Kim, anche lei democratica, è un’avvocata per i diritti civili di origini coreane. London Breed si trova ora a capo di San Francisco fino al 2020, dovendo terminare il mandato rimasto incompiuto a causa della morte del suo predecessore, Edwin Lee, primo sindaco di origini asiatiche ad aver conquistato la città.

Breed ha compiuto tutti i suoi studi con eccellenza. Si è laureata in Scienze politiche alla University of California, Davis, con una specializzazione in studi afroamericani, per poi conseguire un master in pubblica amministrazione all’Università di San Francisco. Il suo impegno è andato subito verso il quartiere d’origine, scegliendo di lavorare come direttore esecutivo del Complesso di arte e cultura afroamericana di Western Addition per oltre dieci anni. Con la sua dedizione, ha riqualificato il centro, rendendolo un punto di riferimento per giovani e anziani della zona, grazie a una serie di attività artistiche e ricreative rivolte a tutte le età. Una donna molto umana, che non ha scordato le difficoltà dopo aver raggiunto il successo in politica, ma che anzi ha deciso di farne un mezzo per garantire un futuro migliore ai suoi concittadini.

Il suo programma per queste elezioni è esposto chiaramente nel sito internet londonformayor.com: il primo punto riguarda la creazione di abitazioni economicamente accessibili e l’ampliamento dei centri di accoglienza per i senzatetto. Seguono le politiche a favore dell’ambiente e l’aumento della sicurezza pubblica, oltre al miglioramento delle infrastrutture e al sostegno alle piccole imprese locali. Tra queste, London Breed propone di varare delle norme sulla vendita della cannabis, volte a garantire un accesso sicuro in particolare ai soggetti che sono stati maggiormente colpiti dalle “fallite politiche della war on drugs”. Nella sua lettera di ringraziamento agli elettori, la neosindaca scrive che è onorata di poter guidare San Francisco, una bellissima città che però deve ancora combattere per superare alcuni problemi seri che la affliggono, come il diritto a una casa, alla salute mentale e alla possibilità di uscire dalla dipendenza dalla droga. Il suo proponimento finale rispecchia la tradizione americana, secondo cui solo il sudore della fronte e lo spirito d’iniziativa spianano la via per il successo. Conclude infatti dicendo che solo grazie all’impegno comune San Francisco potrà prosperare: lei si sta già rimboccando le maniche.

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