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Il compito della sinistra è prima di tutto comprendere. Capire perché una parte della popolazione italiana sta con Salvini e con il M5s. Comprendere qual è il pensiero per cui alcuni milioni di persone sono d’accordo con quello che fa Salvini e quello che fa Di Maio. Cosa pensano e cosa vedono queste persone. Qual è la situazione che vivono. Perché ritengono che lo Stato li debba aiutare con un reddito minimo garantito che prescinda da quello che fanno effettivamente. Perché quelle persone ritengono che sia giusto tenere in ostaggio navi con centinaia di persone a bordo, in evidente stato di necessità e in condizioni precarie, per usarle come merce di contrattazione con l’Europa. Che poi è chiaro e lo è diventato ancora di più nelle utlime settimane, che la contrattazione con l’Europa non porta ad alcun risultato se non quello di peggiorare i rapporti con gli altri Paesi. È ormai chiaro che Salvini fa propaganda politica. Potremmo dire che sta mantenendo la promessa elettorale a prescindere che questo serva effettivamente a qualcosa di concreto. “Faccio quello che ho promesso. Se non ottengo risultati non è colpa mia”. Si alimenta il consenso additando il nemico, la forza, l’autorità, meglio se invisibile e non chiaramente identificabile, che non permette di essere liberi e a cui bisogna ribellarsi. L’Europa, l’euro, i migranti, Soros, i poteri finanziari globali… Dall’insediamento del governo, quindi in poco più di 100 giorni, è stato calcolato che in conseguenza dell’allontanamento delle navi Ong dalle acque libiche ci sono stati perlomeno 600 morti annegati tra cui donne e bambini. Centinaia di bambini. La sinistra dovrebbe interrogarsi e chiedersi perché anche chi ha votato per loro fino a pochi anni fa ora è schierata con i Cinque stelle e non trova niente di strano o di immorale in quello che fa questo governo. La sinistra (politica ma anche sindacale) non dovrebbe mai fare compromessi con un governo come questo. Si devono avere idee chiare! 600 persone morte in mare è una strage. Un governo, tutto il governo che si rende responsabile di questo orrore, deve essere rifiutato in blocco. Senza compromessi di nessun tipo. Va tenuto a distanza per non farsi confondere il pensiero. Ciò che è visto come lontano non si percepisce come tragedia. 14 ragazzi sono stati salvati in Tailandia dopo aver lasciato con il fiato sospeso il mondo intero. 600 persone sono morte in mezzo al Mediterraneo nella totale indifferenza del mondo. La sinistra dovrebbe comprendere che quello che non capisce della destra (attuale e anche passata) è la gestione dell’annullamento, quella tendenza degli esseri umani a girarsi dall’altra parte, a non voler vedere quando c’è qualcosa che non si capisce e che crea angoscia. Quello che deriva dalla pulsione di annullamento scoperta da Massimo Fagioli e teorizzata in Istinto di morte e conoscenza (L’Asino d’oro ed.). L’altro, il diverso, il nuovo, l’incomprensibile, la fonte dell’angoscia. I migranti, annullati nella loro realtà, non sono più esseri umani e quindi possono non esistere. La loro morte perde di importanza. Come se non fossero realmente morti perché non esistono. Si elimina il rapporto con loro per evitare l’angoscia di non aver fatto e di non fare nulla per salvarli. La sinistra dovrebbe comprendere che ciò che la rende differente è il sentire, rispetto ad un non sentire propagandato dalla destra come verità umana. La destra ha bisogno di classificare gli esseri umani, di farne categorie. Non tollera la diversità perché non comprende l’uguaglianza. Di conseguenza devono creare un’uguaglianza artificiale tra gruppi classificati in base al luogo di nascita (gli italiani, i francesi, i croati, gli africani ma anche i padani, i terroni, etc.) o peggio di discendenza. I simili, gli uguali, i pari, lo sono di fatto per concessione divina. Per la destra non esiste un’uguaglianza universale. Per la sinistra dovrebbe esistere. Purtroppo anche a sinistra si pensa che l’uguaglianza non sia naturale ma sia qualcosa di acquisito. Di imposto. In questo non c’è alcuna differenza con la destra. È inutile complicarsi la vita. Se la si pensa così si è di destra. Il pensiero di sinistra si deve interrogare su quanto abbia chiaro questo concetto. L’uguaglianza tra gli esseri umani è universale. I bambini spontaneamente lo sanno. Poi la cultura cerca di farglielo dimenticare. Dire che l’uguaglianza esiste perché esiste la legge è lo stesso di dire che l’uguaglianza è per concessione divina e che quindi gli esseri umani sono naturalmente cattivi. Perché è automatica la deduzione logica che se non ci fosse la legge (o dio o l’appartenenza al gruppo o qualunque altra “legge”) gli esseri umani si ucciderebbero tra di loro.
La sinistra deve comprendere che la cattiveria umana non è innata. Non si nasce cattivi! Lo si diventa in conseguenza di violenze subite a cui si risponde con violenza. Non sempre è così ma spesso è così. La peggiore violenza che si può subire è essere annullati nella propria realtà di esseri umani. Di fronte al nuovo e allo sconosciuto la reazione più facile è annullare, chiudere gli occhi, non pensare. Ma è la più violenta in assoluto. La sinistra deve comprendere che la sua diversità deve essere il ribellarsi al chiudere gli occhi, al non voler vedere della pulsione di annullamento. La diversità della sinistra deve essere saper tenere gli occhi aperti, saper sostenere il conflitto e la crisi che da questo possono derivare, saper resistere agli attacchi stupidi e violenti, conservare il sentire e l’amore per gli altri, quello bello senza motivo. Proteggere quel sentire e sapere che quella è la verità umana. Non Salvini, non la destra, non la violenza che è nel non vedere.

L’editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola


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