Condividi

Un anno vissuto intensamente. Nonostante la gabbia dorata del matrimonio con la ex ballerina Olga Khochlova con cui conduceva una vita salottiera nel jet set di Parigi, dove i surrealisti continuavano a “fare la corte” a Picasso. Un anno di innamoramento e fantasia, il 1932, nonostante le nubi che si addensavano sulla storia. Era l’anno della grande depressione. Poi nel 1933 la presa del potere da parte di Hitler, il discorso nazista all’università tedesca di Heidegger, mentre il giovane Sartre non trovava di meglio da fare che trasferirsi proprio allora in Germania.
Il mondo culturale parigino appariva fatuo a Picasso e quello domestico asfissiante. Per sfuggire alle feste e ai riti di famiglia nel lussuoso appartamento arredato da Olga, Picasso si rifugia al piano di sopra, nel suo studio caotico e polveroso, dove pochissimi amici sono ammessi. Achim Borchardt-Hume curatore con Nancy Ireson del catalogo (edito dalla Tate Publishing) della bella mostra in corso a Londra ricorda che durante le feste di Natale del 1931 Picasso realizzò un inquietante quadro di ispirazione surrealista, La Femme au style, in cui una donna aggredisce la rivale. Benché sia una tela quasi astratta, nella composizione si intravede un’eco del braccio di Marat assassinato dipinto da David. Poi giorni dopo, su una tela più grande, sboccia l’immagine di una giovane donna seduta sulla poltrona, un ritratto onirico, dolce e delicato, in cui però il volto appare cancellato. Ciocche di capelli biondi fanno pensare a Marie-Thérèse Walter, la giovane amante di Picasso che allora aveva 22 anni. La relazione era nata quando lei ne aveva solo 17 e lui 45 e aveva sempre cercato di tenerla segreta. Passata la soglia dei 50 anni, mentre il successo pareva avvolgerlo in una coltre soporifera, nel rapporto con quella giovane donna, così diversa da Olga, Picasso trovò…

L’articolo di Simona Maggiorelli prosegue su Left in edicola dal 31 agosto 2018


SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti

Condividi