A dicembre una delegazione della Commissione Ue visiterà i centri antiviolenza di Roma a rischio chiusura

Sono fermamente convinta che il pensiero politico femminista, le pratiche politiche delle donne siano oggi indispensabili per scrivere una nuova storia nello spazio politico europeo. Non solo per rompere logiche della Unione neoliberista e della fortezza Europa, ma anche per superare i bivi di una sinistra europea che sembra non riuscire a produrre alternative fra il progressismo europeista (ma come si può pensare oggi di fare fronte con quei Socialisti europei che hanno costruito l’Europa del Fiscal compact e dei respingimenti? e il neopatriottismo sovranista (ma da quando la difesa dei confini è “qualcosa di sinistra”?). Autodeterminazione, sorellanza, cooperazione, internazionalismo, solidarietà, accoglienza: la politica delle donne, che si basa su questi concetti e queste pratiche, è essenziale oggi più che mai per rifondare l’Europa, per ricostruire dalle fondamenta una nuova casa comune europea. E per questa casa comune dell’autodeterminazione dei popoli europei le Case delle donne e gli spazi femministi sono fondamentali. È anche a partire da questa convinzione che ho richiesto che la Commissione Femm (Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere) audisse una delegazione rappresentativa degli spazi di libertà e autodeterminazione delle donne che in questo momento sono sotto attacco nella città di Roma e in tutta Italia: la Casa internazionale delle donne, la Casa delle donne Lucha y Siesta, il Centro antiviolenza Donna L.i.s.a..
L’audizione, avvenuta lo scorso 3 settembre, è stata…

La riflessione di Eleonora Forenza prosegue su Left in edicola dal 14 settembre 2018


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