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Quando il terremoto ha devastato il Centro Italia nel 2016, come avvocati e giuristi di Alterego-Fabbrica dei diritti ci rendemmo conto immediatamente di un fatto: la conoscenza del diritto era carente. I cittadini terremotati vedevano cambiare le regole della loro vita senza comprenderne le norme o i processi. E la mancanza di conoscenza li rendeva inconsapevoli. Attivammo così il primo intervento di Avvocati d’emergenza.

Oggi se tale mancanza proviamo ad assumerla nei casi di abusi di polizia, ci rendiamo conto che il “potere della divisa” genera nel cittadino un senso di subordinazione tale da rendere impossibile qualsiasi rimostranza. Nella considerazione che il ruolo dell’avvocato debba sempre più assurgere a “ruolo sociale”, non solo di difensore della parte in un processo, ma di detentore della conoscenza giuridica che deve tornare in strada, è fondamentale pensare a una vera e propria redistribuzione della conoscenza e del sapere. Vlad (Vademecum legale contro gli abusi in divisa) nasce dal lavoro di Alterego – Fabbrica dei diritti e Acad (Associazione contro gli abusi in divisa), con l’intento di informare e formare ogni persona, sui propri diritti quando entra in contatto con la forza pubblica e sui doveri di quest’ultima nei confronti di ogni persona.

Oltre a quelle regole di buon senso che è bene sempre ricordare (in caso di fermo avvertire sempre amici o familiari, leggere sempre i verbali che ci vengono presentati e non firmarli se non corrispondono alla verità, conoscere il proprio avvocato in quanto unico soggetto in grado di presentare tutte le richieste quando si entra nel circuito giudiziario, ecc.) l’opera si sofferma sulle categorie sociali che, dati alla mano, sono più soggette agli abusi…

L’articolo di Riccardo Bucci prosegue su Left in edicola dal 19 ottobre 2018


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