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Dozzine di irruzioni simultanee della Polizia federal brasiliana nei campus universitari in tutto il paese. È il segnale, estremamente grave. È arrivato ieri in Brasile con la scusa di combattere la presunta propaganda elettorale irregolare. A essere prese di mira rassegne cinematografiche, corsi di storia e documenti a sostegno della democrazia.
Un’azione coordinata che ha preso di mira decine di università e tra quelle che finora la hanno denunciata ci sono Ufgd (Dourados), Uepa (Iguarapé-Açu), Ufcg (Campina Grande), Uff (Niterói), Uepb, Ufmg, Unilab (Palmares), Sepe-Rj, Unilab-Fortaleza, Uneb (Serrinha), Ufu, Ufg, Ufrj, Ifb, Unila, UniRio, Unifap, Uemg (Ituiutaba), Ufal, Ifc, Ufpb.

A Rio de Janeiro il giudice elettorale Maria Aparecida da Costa Barros ha anche imposto di togliere il manifesto, affisso all’ingresso della facoltà di diritto dell’Università Federale Fluminense, a Niterói, che recitava “Right Uff antifascista” (La facoltà è antifascista), minacciando in caso contrario l’arresto del direttore del college, Wilson Madeira Filho. Studenti e insegnanti si sono ribellati sostenendo che il messaggio non nomina alcun candidato ed è una protesta contro il fascismo.
Ieri gli studenti dell’Uff avevano appesi striscioni contro il fascismo in altri tre edifici dell’Università, a Storia, Geografia ed Economia. E in alcune facoltà, come biomedicina, hanno realizzato banner virtuali.
Dopo il caso Uff, anche gli studenti dell’Università Statale di Rio de Janeiro (Uerj) hanno issato una bandiera antifascista.
Il presidente dell’Ordine degli Avvocati del Brasile, di Rio de Janeiro, Ronaldo Cramer, in una nota ha manifestato il disgusto su queste azioni che definisce «una censura alla libertà di espressione di studenti e professori delle facoltà di diritto».
«Tutti i cittadini hanno il diritto costituzionale di esprimersi politicamente, la manifestazione libera, non allineata con candidati e partiti, non può essere confusa con la propaganda elettorale» ha spiegato.

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