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Un rivoluzionario anomalo, scienziato e romanziere, compagno di lotta di Lenin divenuto poi uno tra i suoi critici più rigorosi. Una ragazza dai capelli «cosí biondi da sembrare bianchi», sedicente aliena, che sembra sbucata dalle pagine di una sua opera di fantascienza scritta venti anni prima, Stella Rossa. Un pianeta, Nacun, dove il comunismo pare si sia realizzato per  davvero. E i suoi abitanti, che hanno deciso di puntare gli occhi su di noi. Siamo nel 1927, in Russia, a dieci anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, e questi sono gli ingredienti dell’ultima fatica del collettivo di scrittori Wu Ming.

Il rivoluzionario protagonista, in Proletkult (Einaudi), è Aleksandr Malinovskij, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Bogdanov. Dopo le spericolate scorribande di gioventù – al fianco tra gli altri di Krasin, Litvinov, Stalin -, ora lavora in un centro trasfusionale avanzato, dove sperimenta il collettivismo fisiologico, un “comunismo del sangue”, che permetterebbe di curare le malattie grazie al mutuo scambio della vitalità di tutta la società. All’esterno, la rivoluzione è smorta e imbalsamata, al pari della salma di Lenin. Gli intellettuali come il filosofo marxista Bogdanov, additati come eretici, sono intimoriti. I Proletkult, fondati dal compagno Lunacarskij (anche lui bolscevico, non molto ortodosso), circoli che avrebbero dovuto diffondere una cultura alternativa proletaria, sono in declino. Così Bogdanov preferisce ritirarsi dalla vita pubblica e concentrarsi sulla sua professione. Ma l’arrivo di Denni, una giovane extraterrestre vagamente androgina alla ricerca del padre, lo costringerà a rimettere in gioco le certezze di una vita.

«Bogdanov è stata una personalità senza dubbio eclettica, che spazia dalla letteratura alla filosofia, dalla politica alla scienza. Potrebbe sembrare uno di quegli intellettuali del Rinascimento, un tipo alla Leonardo. Il suo non era un eclettismo bulimico, aveva un suo filo conduttore», ci spiega Wu Ming 4, al secolo Federico Guglielmi.

Bogdanov e il suo Stella Rossa, per chi non lo sapesse…

L’intervista di Leonardo Filippi a Wu Ming 4 prosegue su Left in edicola dal 9 novembre 2018


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