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«Il municipalismo è la chiave di svolta perché è dalla prossimità che si possono realizzare processi di cambiamento in base a obiettivi comuni: è dall’esperienza reale, non dal confronto retorico, che si smontano i discorsi dell’estrema destra». Ada Colau, sindaca di Barcellona, sta diventando personaggio internazionale. Recentemente è stata negli Usa a discutere di “internazionale progressista” con Yanis Varoufakis e Bernie Sanders, intanto sta stringendo la rete delle città “ribelli” perché convinta che il cambiamento, in Europa, passi per il ruolo centrale della città e per il femminismo: «Sono due tematiche legate tra loro».
Non possiamo esimerci dall’iniziare dalla proposta – sostenuta da Left – di candidare Riace a Nobel per la pace, proposta che si è precisata dopo che inizialmente era il sindaco Mimmo Lucano il candidato al riconoscimento. Lei è stata a Riace, la scorsa estate, per un dibattito e ha avuto modo di conoscerlo di persona. Cosa pensa di questa idea?
Considero necessario qualunque riconoscimento che si possa dare a Lucano perché la storia di Riace dimostra che, dal basso e con poche risorse, si possono realizzare cose importantissime se c’è onestà e si prende la decisione etica e politica di restare umani, senza piegarsi alla disumanizzazione imperante. Per questo Salvini ha convertito Lucano nel suo nemico numero uno, perché riconosce la potenza delle sue azioni. Quando sono stata in Vermont con Bernie Sanders, ho parlato a tutti dell’esperienza di Riace perché lui – oltre a rappresentare universalmente i valori della migliore umanità possibile – è la dimostrazione concreta della forza del municipalismo: si possono fare molti discorsi sull’odio e sulla paura, però Lucano ha dimostrato nella pratica che…

L’intervista di Steven Forti e Giacomo Russo Spena ad Ada Colau prosegue su Left in edicola dal 21 dicembre 2018


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