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È fortunatamente in crescita già da qualche anno l’editoria per ragazzi. L’attenzione alla letteratura per l’infanzia sembra, e ce lo auguriamo, ritornare portatrice di novità, se ha, come dovrebbe, l’obbligo di essere altissima, poiché è lettura non solo di semplice intrattenimento, ma anche di formazione. Proprio per questo non ha senso svilirne il linguaggio e impacchettarlo con tenero infantilismo. Dovremmo invece rimanere aperti alla conoscenza delle grandi favole del passato, guardando al presente e prestando ascolto a quelli che sono i sogni e i desideri. Merito quindi a quegli editori che propongono libri che animano sentimenti e valori universali, capaci di farsi leggere e rileggere, e di lasciare un segno nella memoria individuale e collettiva.

I bambini credono a Babbo Natale, ai maghi, alle fate, ad un mondo avventuroso e di fantascienza e non gli interessano le recensioni, non leggono per parlarne tra loro al bar e non vanno chiedendo qual’è il libro che cambierà qualcosa nella loro vita, lo sanno trovare. Quale deve essere allora il nostro compito di ricercatori, genitori, insegnanti ed educatori? Essere appassionati e consapevoli di ciò che si legge e si scrive, sbrogliando e articolando insieme, continuando e proponendo una incessante ricerca ai ragazzi e alle ragazze senza rimpicciolire la loro prospettiva, anzi allargandola a tutte le materie e conoscenze, sollecitando sempre nuove curiosità.

La letteratura per ragazzi ha nel tempo assunto una forma che può essere una sua forza. Viene proposta oggi con espressioni anche molto diverse fra loro. C’è la fiaba tradizionale e favola reinterpretata, l’albo illustrato, la raccolta di poesie o filastrocche, la graphic novel, i libri design con cui giocare.
Le case editrici che si occupano di letteratura per ragazzi mantengono viva l’indagine e le competenze alimentando un motore di ricerca continuo. Una tra le piccole e giovani è Il Barbagianni Editore. Nasce nel 2012 da tre soci provenienti chi dal giornalismo, chi dal teatro e chi dal cinema, «attività che tuttora svolgiamo», racconta Marta Buzi, tra i fondatori.

«In quest’epoca tecnologica – aggiunge – ci siamo proposti di riavvicinare i bambini alla carta stampata. La passione scoperta insieme per la letteratura sull’infanzia e la convinzione che questi libri creino un punto di contatto tra grandi e piccoli attraverso parole e immagini portatrici di bellezza hanno fatto il resto».

Come avviene il lavoro di ricerca per la scelta delle uscite. Sono tutte italiane o anche estere?
Ci sono scelte italiane ma anche estere e nel nostro caso variamo dalla prosa alla poesia fino ad arrivare ai giochi a schede, con cui siamo nati (L’Inventafavole è un piccolo prodigio che da sei anni è il nostro long-seller). Nel caso di titoli tradotti dall’estero facciamo un’ulteriore ricerca e la scommessa sta nel credere che quel libro sia veramente unico e che valga la pena farlo conoscere. Il 2018 ha visto la pubblicazione dei nostri primi due titoli tradotti. Il primo è stato Else-Marie e i suoi sette piccoli papà una storia diverte e insolita raccontata in modo delizioso. È un albo, scritto e illustrato dalla svedese Pija Lindenbaum negli anni Novanta. La voce che accompagna la narrazione è quella della giovane protagonista Else-Marie, ragazzina dall’aspetto un po’ buffo, ma che con semplicità ci racconta di avere sette piccoli papà, tutti uguali tra loro, molto indaffarati e che per questo passano parecchio tempo fuori casa, quasi tutta la settimana, perché sono uomini d’affari. La scelta di questo libro è avvenuta non solo per le bellissime e calde illustrazioni, ma soprattutto per aver capito con quale acutezza l’autrice avesse saputo raccontare, attraverso gli occhi di una bambina, una situazione che con fantasia e leggerezza ci chiarisce il suo rapporto coi genitori e il pensiero, che ci capita spesso di avere e soprattutto in quegli anni, nel sentirsi diversi dagli altri.

E il rapporto con gli autori e gli illustratori come avviene?
Di solito ci appassioniamo ad un testo o a un’idea che poi affidiamo al lavoro di un illustratore e a un grafico seguendoli passo passo. La magia avviene quando il progetto prende forma sotto i nostri occhi, sorprendendoci.

Avete un rapporto diretto con le scuole e gli insegnanti? Ci sono stati o ci saranno dei progetti che li coinvolgono?

Abbiamo iniziato a fare laboratori nelle scuole con il libro Un piccolo Re in un mare di parole. L’autrice Vittoria Busatto è un ex-insegnante, ha scritto questa storia dedicata ai bambini di 6-7 anni ed ha come protagonista un re imbranato e un po’ ignorante che deve imparare i fondamentali della grammatica italiana. È un libro che riscuote sempre un grande successo e nasce proprio tra i banchi di scuola, dalle domande dei bambini e le risposte dei loro maestri sulle regole grammaticali, anche per questo viene utilizzato da questi come strumento di supporto alla didattica. Inoltre organizziamo incontri con gli autori in alcune biblioteche del Lazio, Emilia Romagna e Toscana e notiamo con piacere quanto i ragazzi si appassionino ancora di più a un libro quando possono conoscere direttamente lo scrittore ponendogli delle domande tutte loro, che non hanno filtri.

Quale libro consigliate per queste feste e quale, come editori, consigliereste di far leggere o di leggere ai bambini?

Sicuramente Mentire alle stelle che è il secondo libro straniero, nonché il nostro primo titolo di narrativa per ragazzi (dai 10 anni), e lui che inaugura la collana “Le uova”, che abbiamo scelto di chiamare così per simboleggiare tutto ciò che è contenuto potenzialmente in un individuo perché le uova possono sembrare diverse a volte per colore ma dentro sono uguali, e poi per la fragilità e la resistenza che sono caratteristiche dell’inizio di ogni nuova fase della vita.

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