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«Presto il Colosseo di Roma potrà contare su uno spazio dedicato ai servizi per i visitatori accogliente, flessibile e sostenibile… L’appalto, del valore di oltre 231 mila euro, è curato da Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, che opera in qualità di Centrale di committenza per il ministero per i Beni e le attività culturali – Parco archeologico del Colosseo». La pubblicazione del bando il 7 novembre 2018 ha costituito l’esito di una decisione presa da molto tempo. Si tratta di realizzare una struttura, in prossimità dell’Arco di Costantino, tra via Vibenna e via di San Gregorio, per ospitare tre attività principali: punto informazioni, biglietteria e libreria.
«La realizzazione del Centro servizi consentirà di portare all’esterno le attività di supporto alla visita che attualmente sono all’interno del monumento, favorendone la piena fruizione e migliorando l’offerta di servizi al visitatore», informa un comunicato pubblicato prima della procedura di gara per l’affidamento della progettazione e del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione della struttura.
Un progetto, quello del Centro servizi, che rientra nel più ampio piano di conservazione e valorizzazione del Colosseo finanziato dal gruppo Tod’s. Progetto dalla gestazione tutt’altro che lineare, però. Al punto da finire, insieme ad altri interventi, ad agosto 2016, sotto la lente della Corte dei Conti, in particolare per le tempistiche.
Già perché, nonostante un portavoce dell’azienda affermasse che il bando sarebbe stato chiuso nel 2016 e l’opera sarebbe stata completata «entro due anni», è rimasto tutto fermo. Anche a causa…

L’articolo dell’archeologo Manlio Lilli prosegue su Left in edicola dall’11 gennaio 2019


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