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Una sorta di “mitica congiunzione astrale”, ci pone oggi di fronte a quattro fatti: la chiusura della campagna a sostegno della candidatura di Riace a Nobel per la Pace, che registra uno strepitoso successo (i cui risultati saranno resi noti alla conferenza stampa del 30 gennaio); la respinta, per tecnicalità dell’ordinamento, dell’istanza di revoca delle misure giudiziarie che tengono, incomprensibilmente, fuori dalla sua casa e dal suo paese per il reato di “solidarietà umana” il sindaco di Riace Domenico Lucano; il riemergere ancora dal cuore del Mediterraneo delle urla disperate di centinaia di bambini, donne, uomini in fuga dall’orrore ed in cerca di una speranza di vita e di futuro; il cinismo agghiacciante dell’Unione europea e dei governi nazionali che la compongono e ne determinano le politiche. Ne esce un quadro dai contorni tetri dal quale si staccano le stesse leggi di solidarietà e soccorso della civiltà del mare. Ma, all’opposto, si intravedono barlumi di speranza e possibilità di cambiamento. Per definire gli aspetti cinici ed agghiaccianti di questa situazione parole non ce ne sono più. E quelle che escono dalle bocche dei governanti di oggi suonano oscure, o menzognere, o ipocrite. E ripropongono nella sua condizione un’Europa intergovernativa, politicamente inconsistente, incapace, per il prevalere in essa degli egoismi nazionali e di politiche insostenibili, di dare risposte sia di ordinaria umanità, sia di valenza geopolitica, che siano commisurate alla sua dimensione economica, civile e storica. Come si legano – dirà qualcuno – i fatti sopra richiamati, considerata la loro diversità per dimensioni, logiche e funzioni? Sembrerebbe….

L’articolo di Mimmo Rizzuti prosegue su Left in edicola dal 25 gennaio 2019


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