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In un palasport olimpico strapieno di migliaia di persone Syriza e Alexis Tsipras hanno lanciato la loro campagna elettorale. In Grecia si voterà contemporaneamente per le elezioni europee, quelle regionali e per i comuni. Syriza e Tsipras ci arrivano dopo anni molto duri e con la fine del memorandum e la firma dello storico accordo per la Macedonia del Nord. Nei sondaggi sono in rimonta su Nuova Democrazia mentre tutte le altre forze sono sotto il 10%. In autunno si dovrebbe andare anche alle politiche.

Tsipras ha chiesto un vasto fronte contro il liberismo e il populismo. Ha detto che al grandissimo raduno partecipavano tutte le generazioni delle lotte greche da quelle contro il regime a quelle contro l’austerity. Che la grandissima responsabilità di chi ha governato l’Europa è stata quella di rompere con il compromesso sociale avanzato realizzato nel dopoguerra, consegnando il potere ai tecnocrati e aprendo la strada alle destre. Liberismo ed austerità sono stati devastanti. E i Paesi del Sud hanno pagato prezzi pesantissimi. Ha rivendicato l’impegno per il cambiamento e lanciato la sfida per la sua continuità. Ha attaccato Nuova Democrazia per l’appoggio che darà al candidato del Ppe alla presidenza della Commissione Europea e cioè il tedesco Weber, della Csu, uno dei falchi nel rapporto con la Grecia. E ha chiesto di lottare per cambiare l’Europa.

 

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