Condividi

Potremmo ancor essere libere e liberi di divorziare? Potremmo ancor essere libere di abortire?
Corre l’anno 2013. A Londra si riuniscono circa 20 leader e consulenti strategici pro-vita, adiacenti ad ambienti istituzionali vaticani, pittoreschi gruppetti di aristocratici europei e messicani, miliardari contrari al diritto di aborto, negazionisti al tempo stesso dei cambiamenti climatici con lo scopo di creare una “rete sociale / politica” volta all’arretramento dei diritti umani e civili in Europa.
Nasce così “Agenda Europa”: un anonimo blog che si occupa di criticare progressi legali e politici quanto a riconoscimento e salvaguardia dei diritti umani e civili in Europa, aggiornato con cadenza settimanale.
L’anonimo blog è solo la punta di un articolato iceberg dato da un ben più fitto e liberticida tessuto sociale e politico che trova altre proprie forme in incontri annuali che gli organizzatori etichettano
“Summit” (da tenersi di volta in volta in differenti Paesi europei, il 2014 è stata la volta della Germania, l’anno successivo l’Irlanda è divenuta protagonista di tale adunanza mentre alla Polonia è toccato nel 2016 e nel 2019 Verona è stata città “palco” del Congresso Mondiale delle Famiglie con tanto di partecipazione istituzionale italiana) e un manifesto comune intitolato “Ristabilire l’Ordine naturale: un’Agenda per l’Europa”.
Ricalcando la celebre massima del film Fight club: “La prima regola di Agenda Europa è che non si parla di Agenda Europa”.

È il 2017 l’anno in cui un certo numero di documenti arriva ad ARTE Television, emittente televisiva franco-tedesca, a vocazione europea di servizio pubblico.
Si inizia a parlare di obiettivi di “Agenda Europa”: “famiglia tradizionale” e matrimonio indissolubile teso alla procreazione, abrogazione di leggi su divorzio e unioni civili, abrogazione di leggi disciplinanti il diritto di aborto che includano contraccezione e visite diagnostiche prenatali di pari passo con l’abolizione di leggi a favore dell’eguaglianza e della non discriminazione a livello nazionale.
Posto che la civiltà di un popolo si misura in termini di riconoscimento, affermazione e tutela di diritti umani e civili, minarli, destrutturarli, renderli più difficoltosi e costosi nella lor concretizzazione significa avviarci ad un tetro “medioevo culturale”.

Un fronte internazionale di liberticide idee di matrice di integralismo cattolico, evangelico e ortodosso in grado di contare sull’appoggio di flussi economici immani provenienti da società statali russe e dal regime dell’Azerbaijan, lo Stato da cui parte peraltro il contestato gasdotto Tap.
Denaro “nero” che arricchisce beneficiari misteriosi e conti di politici italiani, ivi incluso Luca Volontè, ora imputato in un processo a Milano. Tesorerie offshore con redistribuzione di denaro in Italia, Spagna, Usa, UK, Polonia, Ungheria. “Fiumi” di denaro che finanziano organizzazioni religiose di destra cui appartengono il leghista Ministro per la famiglia e le disabilità, Lorenzo Fontana e il senatore leghista Simone Pillon, autore del contestato ddl in materia di affido condiviso e scientificamente sbugiardata sindrome da alienazione parentale (nota come PAS sostenuta da tal psichiatra Richard Gardner auto finanziatore di proprie opere con posizioni favorevoli alla pedofilia).
“Maree” di denaro dall’ambigua tracciabilità che finanziano anche istituti cattolici integralisti quali la Dignitas Humanae che tra il 2015 e il 2017 introduce in Vaticano Steve Bannon, ideologo della nuova destra sovranista, ex consigliere di Trump, attivo in Europa.
Ideologi liberticidi, esecutori e finanziatori che muovono loro pedine in assetti governativi europei.
Specifiche risoluzioni comunali a favore di “ famiglia tradizionale” e contrarie al diritto di aborto, tutte uguali, ddl nazionali e proposte di regolamenti e direttive comunitarie a favore degli obiettivi elencati in Agenda Europa approdano così in maniera omogenea nei “palazzi del potere” in Europa e nei suoi singoli Stati.

Il Forum parlamentare europeo su popolazione e sviluppo che per primo ha focalizzato l’attenzione su tal documento, invita tutte noi persone che abbiamo a cuore la libertà e i diritti umani e civili acquisiti nel corso del tempo a renderci consapevoli circa tali idee ultra conservatrici.
Perché solo con le “armi” della consapevolezza e della cultura possiamo proteggere noi stessi, esseri umani liberi e salvaguardare un’Europa moderna, rispettosa e inclusiva di tutte e tutti.
È ora di riempire di colori dell’arcobaleno le galere di odio tracciate dalla destra ideologica.

L’attacco ai diritti umani e civili in Europa da parte delle destre e degli integralisti religiosi è il tema dell’incontro che il Laboratorio politico Left Massa-Carrara propone sabato 11 maggio (ore 16.30) presso la sede Anpi in piazzale Partigiani a Massa. Partecipano Silvana Agatone (presidente Laiga per l’applicazione della 194/’78), Cathy La Torre ( co-fondatrice Gay Lex, avvocati e attivisti per i diritti Lgbt) Marilena Grassadonia (ex Presidente “Famiglie Arcobaleno” e capolista europee Centro Italia per “La Sinistra”). Introduce Vale Aurino

Commenti

commenti

Condividi