Più spazio ai cittadini attraverso la partecipazione deliberativa, difesa dell’ambiente e della salute, no alle privatizzazioni, investimenti nella cultura e nella rigenerazione urbana. Sono i temi dei candidati di Perugia, Sanremo, Cremona, Avellino e Ascoli Piceno alle elezioni amministrative

Difesa dell’ambiente e quindi della salute, rigenerazione urbana, democrazia deliberativa, piani di sostegno agli anziani e di formazione per i giovani, investimenti nella cultura e nella ricerca. Questi sono solo alcuni dei temi che i candidati sindaci in liste di sinistra e di centrosinistra “vero”, come viene sottolineato, stanno proponendo nei loro programmi per le elezioni del 26 maggio. Perugia, Sanremo, Avellino, Ascoli e Cremona. Rispetto agli oltre 3.500 Comuni al voto, quello indagato da Left è solo uno spaccato, interessante però perché fa emergere una visione alternativa su come amministrare la res publica. Alternativa anche perché i luoghi in cui sono impegnati i candidati hanno una caratteristica simile, aver assistito cioè negli anni alla continuità tra centrodestra e centrosinistra, con il Pd che sconta, spesso, a livello locale, gli errori di una politica nazionale che da tempo ha voltato le spalle alla parte più debole della popolazione.

Perugia Città in Comune
Può ripartire dai Comuni, una politica a sinistra? «Sì, ripartiamo dai municipi, dalla prossimità, dove il cambiamento lo puoi ricostruire meglio», dice convinta Katia Bellillo, due volte ministro, un passato politico «di combattente» nei partiti della sinistra a partire dal Pci, che dopo dieci anni di lontananza dalla politica attiva ha accettato la candidatura a sindaco per la lista Perugia città in Comune, espressione di Sinistra italiana, Possibile, Rifondazione, L’altra Europa per Tsipras, Sinistra anticapitalista. «Noi dobbiamo tornare a creare una cultura che è stata frammentata da quello che è avvenuto negli ultimi venti anni dominati dal liberismo più selvaggio, quando la “sinistra”, che si è trasformata in Italia nel Pd, ha perso il senso, il significato e anche l’operato, il modo di rapportarsi alle persone che era tipico della sinistra, e che non doveva cambiare. Una mutazione genetica», continua Bellillo. Il senso vero dell’essere di sinistra tradotto nell’attività dell’amministrare significa in…

L’articolo di Donatella Coccoli prosegue su Left in edicola dal 10 maggio 2019


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