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Musica in controcanto, le sue classiche riprese dal basso alla Full Metal Jacket, con la camera che sbarella a bordo di taxi improvvisati e unità mobili di Medici senza frontiere (Msf), che altro non sono che moto. Per otto giorni Diego Bianchi, in arte Zoro, ha attraversato da una parte all’altra il Congo, avventurandosi fin nella foresta per seguire e documentare il lavoro dei medici e degli operatori della Ong in questo Paese africano martoriato dalla guerra civile, preda di gruppi armati e vittima del virus ebola che proprio in questi giorni è tornato a uccidere con nuove epidemie. «Otto giorni che a me sono sembrati eroici – chiosa Zoro – ma che sono niente rispetto a ciò che rischia chi lavora con le Ong ogni giorno». Mentre in Italia è sempre più aggressivo il tentativo di criminalizzare le Ong, il front man di Propaganda live ha deciso di contribuire a smontare false accuse e fake news. «Per rendersi conto di come stanno davvero le cose basta andare sul campo», racconta alla vigilia della sesta edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, che lo vede fra i premiati, nella sezione reportage, proprio per questo documentario trasmesso durante Propaganda Live su La7. «Salii sull’Aquarius in tempi di scarsa eco mediatica. Due anni fa sono stato due settimane davanti alla Libia con loro», ricorda. «Era il periodo in cui si discuteva il codice di condotta voluto dall’allora ministro Minniti. L’impressione che ne ebbi fu chiara sulla bontà e necessità della loro attività».
«Questa volta – prosegue Zoro – sono andato oltre, attraversando la Repubblica del Congo da una parte all’altra e la foresta, la zona più difficile del Paese dove il lavoro delle Ong è osteggiato non solo dalle condizioni di povertà generale, strutturale del territorio, ma anche dal fatto che intorno ci sono focolai di conflitti decennali alimentati da bande armate che ogni giorno mettono a rischio il lavoro di chi porta medicine e cure nei rari ospedali di quell’area. Insomma, anche lì, sono andato a vedere con i miei occhi». Mettendo in at…

L’intervista di Simona Maggiorelli a Diego Bianchi prosegue su Left in edicola dal 10 maggio 2019


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