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«Alcuni pensano che l’Unione europea si fondi sui valori cristiani, io penso che le sue fondamenta poggino sull’antifascismo. Dopo la Seconda guerra mondiale, abbiamo finalmente scoperto cos’è la pace e vogliamo mantenerla». Violeta parla, «da donna e dalla periferia d’Europa». Ma Violeta in Italia non la conosce quasi nessuno, non ce n’è stato il tempo visto che nei tg alla lista La Sinistra è stata riservata una quota dell’1,89% sulla Rai e 3,82% su Mediaset.

Violeta Tomic, è la Spitzenkandidat (in tandem con il belga Nico Cue), capolista della Sinistra europea alle prossime elezioni. E viene da Sarajevo. «Sono nata lì da un matrimonio misto e nel 1970, dopo la morte di mio padre, mi sono trasferita con mia madre a Bela Krajina nel 1980 fino a quando ho iniziato i miei studi all’Accademia delle arti di Lubiana». Attrice teatrale al Mestno gledališče, il teatro della città, poi conduttrice tv di successo, odiatissima dai fascisti di lassù – amici di Orban – Violeta racconta a Left di aver «condiviso il destino di molti lavoratori precari durante il periodo tremendo dell’austerità dopo la crisi del 2008. In quel momento mi sono resa conto che non siamo il problema, ma ho bisogno di essere parte della soluzione, quindi ho iniziato il mio attivismo politico che si è trasformato rapidamente in partecipazione politica a tempo pieno».

«Rather bitter-sweet»: è dolce-amaro il bilancio tracciato da Violeta Tomic dopo quindici anni di permanenza del suo Paese, la cosiddetta Svizzera dei Balcani, nell’Ue. «Il sentimento sloveno è che l’Unione n… 

L’intervista di Checchino Antonini a Violeta Tomic prosegue su Left in edicola dal 24 maggio 2019


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