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Cascina docet, Pisa obbedisce. È come dire “figlia insegna a mamma”. Da quando Cascina è diventata fortezza della Lega toscana e laboratorio nazionale dei progetti sulla sicurezza targati Salvini sotto la guida della sindaca Susanna Ceccardi, pupilla del Capitano e consigliera nazionale per la sicurezza, i rapporti tra il capoluogo ed il secondo comune per densità di popolazione della provincia pisana, si sono ribaltati. Di fatto, oggi, la città della Torre (e di Galileo…) guarda a Cascina con ammirazione, e persino con una certa reverenziale sudditanza, per quanto riguarda la pratica politica sul fronte “sicurezza”, il mantra su cui Salvini ha costruito la sua popolarità.

A Cascina la “sicurezza” è stata privatizzata. Ovvero, per realizzare i due progetti partoriti dalla giunta leghista, “Sentinelle di notte” e “Sentinelle a scuola”, si è deciso di affidare a vigilantes armati del corpo privato “Guardie di città” il controllo delle persone e del territorio. Un modus operandi su cui sembra stia già lavorando l’onorevole della Lega, Edoardo Ziello, osservatore iperpresente della politica pisana guidata dal leghista Michele Conti, per creare una task force contro la mala-movida della città universitaria.

Una formula che, al contrario, ha allarmato il gruppo pisano di opposizione, Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile), rappresentato dal consigliere comunale Ciccio Auletta. «La sicurezza pubblica non è un business, ma un ruolo cardine dello Stato – ha dichiarato Auletta – . Si moltiplicano le voci secondo cui la Giunta Conti vuole copiare quella di Cascina e utilizzare guardie private (magari proprio il “solito” Corpo delle guardie di città) per funzioni di controllo del territorio e di ordine pubblico, che spettano invece allo Stato e alle forze di polizia. Si tratta di una scelta gravissima, su cui chiediamo al Questore e al Prefetto di Pisa di intervenire per impedire alla amministrazione comunale pisana di procedere in tale direzione. Si cerca infatti di introdurre surrettiziamente una sorta di polizia al servizio della Giunta – ha continuato Auletta. Di fronte alle fallimentari politiche securitarie del loro ministro degli Interni, che combatte i poveri e i richiedenti asilo invece di colpire la criminalità, la Lega sul territorio utilizza società private per privatizzare di fatto la sicurezza, facendone un business e erodendo così uno dei cardini dello Stato».

«È un provvedimento, anche in questo caso – ha aggiunto Auletta – di pura propaganda che non renderà nessuno davvero più sicuro. Legittima difesa, decreti sicurezza, militarizzazione della Polizia municipale dotata di manganello e spray urticante, affidamenti a guardie private di servizi prettamente statali costituiscono un mix esplosivo, che nulla ha a che vedere con lo Stato di diritto né con il contrasto alla criminalità, ma che fa assomigliare le nostre città sempre di più al Far West». Per queste ragioni Diritti in Comune si è impegnato a sollevare immediatamente la questione in Consiglio comunale per capire quali sono le reali intenzioni della Giunta e chiedere fin da subito alle autorità competenti, Prefetto e Questore, di intervenire per fermare provvedimenti simili.

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