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Gentile Presidente Sassoli,

le scrivo come ex parlamentare europeo nella legislatura durata dal 2004 al 2009. Le scrivo in relazione alla risoluzione sulla memoria europea che l’Europarlamento ha recentemente approvato (cfr. su left.it/risoluzione, ndr). Ho visto che la risoluzione stessa, tra le sue premesse, cita la risoluzione sui 60 anni dalla Seconda guerra mondiale che fu approvata il 12 maggio del 2005, quando ero ancora in carica. Questo dettaglio, che per me non è tale, mi ha particolarmente colpito. Ho riletto infatti quella risoluzione e mi permetto di sostenere che il suo incipit, e dunque la sua ratio, è del tutto diversa, per non dire opposta, a quella affermata oggi.

Essendo la materia di enorme rilievo, dato che ci si esprime sul peso del Secondo conflitto globale rispetto alla Storia e alla memoria dell’Europa, le differenze di approccio sono un fatto su cui prestare estrema attenzione. La risoluzione del 2005 sin dall’inizio ringrazia tra gli altri l’Urss per il contributo dato alla sconfitta del nazismo. Quella attuale si apre sostanzialmente addossando al patto Ribbentrop-Molotov e ad una volontà congiunta di nazismo e comunismo l’origine del terribile conflitto.

Molti storici, molte persone di cultura, molte associazioni partigiane e democratiche sono intervenute per contestare questa ricostruzione che a loro dire, e anche secondo la mia opinione, altera la lettura della Storia. Gli argomenti esposti sono chiari ed evidenti e ricordano fatti come le avventure coloniali italiane, l’acquiescenza verso Francisco Franco, il patto di Monaco del 1938 (quando Francia, Regno Unito, Italia e Germania permisero ad Hitler di annettere parti della Cecoslovacchia, ndr) e poi l’aggressione nazista all’Urss: fatti che non trovo nella risoluzione. E sono il contributo di lotta, e di morti, dato dall’Urss e da tantissimi che in Europa si dicevano comunisti che hanno permesso poi l’edificazione di un’Europa democratica.

La precedente risoluzione, quella del 2005, è anch’essa molto netta nella condanna dello stalinismo, ma evita equiparazioni tra nazismo e comunismo che vengono invece ora proposte. Come parlamentare europeo di quella legislatura ho letto dunque dolorosamente il richiamo fatto oggi alla risoluzione di allora. Sento questo atto come poco rispettoso della volontà del Parlamento di allora e come una forzatura da parte di quello attuale. Per questo ho ritenuto anche doveroso scriverle pubblicamente.

Mi permetto qualche altra considerazione. Già nel 2005 la discussione non fu…

La lettera aperta di Roberto Musacchio a David Sassoli prosegue su Left in edicola dal 4 ottobre 2019

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