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Una delle cose più diffuse e, secondo me, più dannose di questo periodo è considerare le destre ignoranti e figlie di ignoranza. E tutti ignoranti chi le vota. Lo stesso vale verso i Cinquestelle. Fb è pieno di accuse al “bibitaro”. Si arriva addirittura a proporre che votino i colti. Se critichi Draghi ti dicono che lui è competente.
Per fortuna poi arrivano i ricordi di Di Vittorio a rammentare che un tempo i “cafoni” entravano in Parlamento e cambiavano l’Italia.
Tra le tante cose andate perse con lo scioglimento del Pci c’è anche quella di saper essere colti sul serio, cioè di saper leggere la realtà in modo critico e per come vive nella gente.
Gramsci diceva di studiare e dedicava pagine e pagine alle culture nazional popolari.
Il Pci aveva scuole che insegnavano ad essere compagne e compagni.
Per altro tutta questa esaltazione per i colti fa rimanere ammaliati verso i potenti. La politica, la finanza, la governance sono piene di uomini e donne laureati e ben vestiti che in questi 30 anni hanno tolto alla povera gente tutto quello che potevano. E continuano. Per giunta i colti ed eleganti con i rozzi populisti ci vanno anche a patti se serve.
Io penso che la sinistra è tale se combatte il capitalismo, con la laurea e senza.
Se poi vogliamo riflettere sul perché stiamo così consiglio la lettura di Mediocrazia un saggio di Alain Deineault che spiega come la governance abbia bisogno di mediocri, con o senza titoli.

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