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Brucia una libreria. Mica una libreria qualunque. Brucia la stessa libreria di Centocelle che la mattina del 25 aprile, nel giorno che doveva avere il sapore di una Liberazione, era già bruciata. E ora brucia di nuovo. “La pecora elettrica” è una libreria che ha coraggio, come bisogna avere coraggio oggi a occuparsi di libri e di librerie, in un quartiere come quello dove ogni luce accesa è un fastidio per gli affari loschi dello spaccio e dei criminali che si ritengono proprietari del quartiere.

Dice in un’intervista un dipendente della libreria, visibilmente provato, che la cosa che più l’ha colpito è lo stesso odore di cenere che erano libri che aveva annusato il 25 aprile. E la sensazione delle periferie che diventano discariche di oppressioni e di disperazioni è proprio quella cenere di qualcosa che diventa difficile ricomporre, fare ritornare all’idea originaria.

C’è tutto lo sgomento per l’incendio dei libri: i libri bruciati, un’immagine che riaffiora dolorosa da tempi nerissimi. Ma lì di fronte c’è anche la pizzeria di un giovane ragazzo, anche quella gestita con il coraggio di chi decide di essere luce nel quartiere che i prepotenti vorrebbero buio, che qualche giorno fa ha subito lo stesso trattamento: fuoco, danni, fatica, e quelle disperazione che sta tutta nella fatica di svegliarsi ancora capaci di fabbricare speranza.

Sdegno di tutti i politici. Ci mancherebbe. Molto sulla libreria, molto meno sul coraggio di raccontare un quartiere che è sfuggito di mano come sfuggono di mano porzioni intere di un Paese che si sgretola, perdendo quartieri fisici e quartieri sentimentali, dove il buio diventa fin troppo facile da cavalcare in senso fisico e in senso trasfigurato. Notizie da parte dei campioni della sicurezza che passano tutto il giorno a leccare le forze dell’ordine non ne sono arrivate: in un attentato senza negri e per di più con i libri non sanno proprio cosa dire, gli sanguina il cervello.

Però c’è una buona notizia: questi vigliacchi sono talmente vigliacchi che si spaventano per un libro e per una pizza, si squagliano di fronte a una luce. Fare luce: se ci pensate sarebbe il comandamento della politica e della comunità. Non dovrebbe essere così difficile.

Buon giovedì.

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