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Forte, eh? Ora tutti pentiti di avere tolto il finanziamento pubblico ai partiti si accorgono che dare la politica in mano ai privati rende difficilissimo farla (a meno che non abbiate amici che vi prestino parecchi soldi e beati voi se non vi chiedono nulla in cambio) e rende molto opachi i rapporti tra politici e finanziatori.

Accade sempre così: in nome del populismo (che tutti fingono di combattere, sì, ciao) e per evitare la fatica di sostenere ragioni giuste anche se impopolari si corre a fare una legge per poi pentirsene. L’aspetto interessante è che poi quelli che hanno sbagliato sono gli stessi che vorrebbero rimanere al potere per correggerla: sempre loro, solo loro, pentiti solo per qualche minuto e poi sempre pronti a ricominciare.

Che lo svilimento della politica sia perfetto per gli interessi dei ricchi e dei potenti è una lezione che la storia avrebbe dovuto insegnarci ma evidentemente la gioia di immaginare i politici più poveri è troppo più forte della cura di avere una democrazia che funziona. Chissà quando se ne esce, da questo tunnel.

E allora varrebbe la pena anche fare un riflessione sul taglio dei parlamentari che tutti invocano per agitare gli animi e raccogliere voti. Dicono che si risparmierebbero 500 milioni di euro che, detta così, è un cifra che fa gola, certo, ma 500 milioni sono 0,007% della spesa pubblica. Sicuri che valga la pena una riforma così drastica per una cifra così irrisoria. Pensateci, prima però.

Dicono che servirebbe per velocizzare le leggi? Ma davvero? Eppure il Lodo Alfano passò in meno di tre settimane: non è che le leggi non passano per altri motivi? E poi: ma chi ha detto che le leggi giuste debbano essere veloci? Ma non trovate che sia una boiata pazzesca?

Si parla del numero dei parlamentari degli altri Paesi: se volessimo essere seri valuteremmo il numero di abitanti per deputato piuttosto che mischiare situazioni che centrano poco tra loro. Ci si accorgerebbe che con questa riforma l’Italia scivolerebbe all’ultimo posto tra i grandi Stati europei. Non so quanto voi riusciate a farvi ascoltare dai deputati di riferimento del vostro territorio: sarà peggio.

E poi? Perché non tagliare le indennità piuttosto che i parlamentari? Il risparmio sarebbe lo stesso e Di Maio potrebbe convincerci che sia davvero uno dei punti principali del Movimento 5 Stelle, no?

Insomma, ognuno la pensi ovviamente come vuole. Ma pensateci prima, stavolta.

(ps: domani a Milano ne parlano quelli dell’associazione Chiamamilano in via Laghetto 2 alle ore 20. Ma ci sono incontri in giro dappertutto. Ascoltate, approfondite, decidete. Ma pensateci prima)

Buon martedì.

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