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Quando si parla di rapporti violenti si pensa solo al mondo degli adulti. Ma è nel periodo dell’adolescenza che si annida il rischio di iniziare a scambiare per premura la prepotenza dell’altro, il gesto d’amore con la possessività, l’attenzione con il controllo

Ogni due giorni una donna viene uccisa da chi diceva di amarla; 7 milioni di italiane nella vita hanno subito violenza ma meno del 12% sporge denuncia e solo il 4% chiede aiuto in centri dedicati (Istat). Dati sconcertanti ma, per chi opera nella prevenzione della malattia mentale, colpisce pure la percentuale di vittime che riconosce essere reato la violenza subita: solo 30 su 100. Le altre 70 pensano «che lui abbia fatto una cosa sbagliata». Uno sbaglio può essere, però, un errore, una svista, un equivoco. Non un delitto. Pare non ci sia conoscenza sufficiente. La violenza va vista e nominata: quella visibile che si palesa nel comportamento, quella più nascosta in credenze, opinioni e atteggiamenti e quella invisibile che si manifesta nel malessere dell’altro.

Consapevoli del quadro d’insieme, dovremmo chiederci della qualità delle prime relazioni amorose e di eventuali tratti prodromici di una futura violenza nella coppia. Eppure, mentre si parla molto della violenza nelle coppie adulte, anche in questo caso gli adolescenti vivono quel mondo di sospensione e attesa che li rende pressoché invisibili. Come piuttosto invisibili sono stati per quanto riguarda gli studi sulle loro prime relazioni sentimentali. Mentre la tradizione popolare disegna immagini di adolescenti innamorati che prendono consapevolezza di sé e della propria sessualità, l’amore, l’infatuazione, l’innamoramento – che rappresentano i temi preferiti a cui si volge la mente dell’adolescente – sono stati a lungo considerati dalla ricerca internazionale un puppy love, ossia una banale cotta che poco ha da offrire all’interesse di studiosi autorevoli.

La coppia di adolescenti merita invece una considerazione più accorta sia quando si muove nella naturale e spesso travagliata esplorazione del rapporto con il diverso da sé, sia quando scivola in dinamiche violente, quando confonde cioè la premura con la prepotenza, il gesto d’amore con la possessività, l’attenzione con il controllo. Una violenza con reciprocità di genere nella prima adolescenza ma che poi si definisce e perdura prevalentemente nei maschi. Allarma, infatti, la ragazza che…

Psicologa psicoterapeuta, Cecilia Iannaco è socia fondatrice di Netforpp Europa. Oltre all’attività clinica, organizza corsi di formazione per docenti.

L’articolo di Cecilia Iannaco prosegue su Left in edicola dal 20 dicembre

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