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A Prato, lo scorso 16 ottobre, 21 lavoratori della Tintoria Superlativa di via Inghirami a Prato sono scesi in piazza per protestare contro le allucinanti condizioni di lavoro: «Lavoro nero, turni di 12 ore per 7 giorni la settimana, paghe di mille euro, niente ferie, malattie o permessi. Condizioni confermate dal controllo dell’Ispettorato territoriale del lavoro che per la terza volta in 4 anni procedeva alla sospensione dell’attività e all’apertura di un fascicolo presso la Procura della Repubblica per sfruttamento», hanno raccontato i sindacalisti. Durante la protesta alcuni operai sono anche stati travolti da un’auto. Qualche giorno fa si sono visti recapitare multe fino a 4.000 euro. Il motivo? Il bene noto decreto Sicurezza voluto dall’ex ministro Salvini. L’applicazione del decreto Salvini contro le legittime proteste di gente che reclama i propri diritti rende perfettamente l’idea del pericolo per lo stato di salute delle libertà democratiche. Lo scrivevamo in molti, lo ricordate? Lo urlava anche il Partito democratico, quando stava all’opposizione.

Il 19 dicembre, pochi giorni fa, il Servizio centrale Sipromi ha inviato una circolare agli enti locali titolari dei progetti Sprar in scadenza a fine anno per “sollecitare” l’uscita dal sistema di accoglienza entro il 31 dicembre 2019 dei titolari di protezione umanitaria in accoglienza. Sono tra 15.000 e 24.000 le persone stimate che potrebbero ritrovarsi letteralmente per strada, in pieno inverno. Vi ricordate quando scrivevamo che il decreto Sicurezza avrebbe riempito le strade di immigrati che si sarebbero ritrovati espulsi dal sistema di accoglienza? Vi ricordate quando si scriveva che sarà facile per Salvini invocare ancora più sicurezza per una situazione che di fatto ha voluto lui? Ecco, sta accadendo.

Che i decreti Sicurezza voluti dal ministro dell’interno Salvini fossero una schifezza in fondo lo sapevamo già. Ma che nonostante il cambio di governo (e ora governano quelli che se ne dicevano scandalizzati) quei decreti Sicurezza riescano ad arrivare intonsi nell’anno nuovo rende perfettamente l’idea del crogiolo di responsabilità che sarebbe troppo facile attribuire a Salvini.

Buon anno, sicurezza.

Buon lunedì.

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