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«Rinascere è una parola fortissima». È il messaggio che l’Anpi lancia per il 75°anniversario della Liberazione, ricordando lo scrittore cileno e oppositore di Pinochet, Luis Sepúlveda. Ne parliamo con Gianfranco Pagliarulo, vicepresidente dell’Associazione nazionale dei partigiani

«Se devo individuare una parola chiave per festeggiare la Liberazione, sceglierei la parola “Rinascere”. Allora l’Italia rinacque grazie ai partigiani, alle staffette, a tanta parte del popolo che li sosteneva e li nascondeva, ai tanti militari che preferirono l’internamento al tradimento. Sono le parole che la presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo pronuncia in occasione di questa data. È un giorno di memoria di questa umanità che ci ha donato libertà e democrazia. Mai dimenticare coloro che, per il futuro del Paese, ci hanno rimesso la pelle. Ecco, rinascere è una parola fortissima, una metafora che abbiamo selezionato anche per uno dei nostri manifesti per questo 25 aprile, che richiama ad un impegno necessario in questo momento drammatico che vive il Paese. Un nostro grande amico che da poco ci ha lasciato, travolto dal virus, Luis Sepúlveda, faceva dire al gatto Zorba: “Vola solo chi osa farlo”. Noi dobbiamo osare rinascendo, e dobbiamo farlo a partire dalla Costituzione antifascista nata con la Resistenza». A condividere con noi delle lenti per osservare il valore profondo dell’anniversario della Liberazione, anche e soprattutto in tempo di pandemia, è Gianfranco Pagliarulo, vicepresidente dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) e direttore della rivista ad essa collegata Patria indipendente.

In queste settimane peraltro, di fronte all’esplosione del contagio, l’Anpi non è rimasta a guardare: varie sezioni locali si sono attivate per la raccolta e la consegna di generi alimentari e di prima necessità alle persone più vulnerabili e per sostenere finanziariamente le realtà in prima fila nella lotta al Covid. «C’è stata una gara all’interno della nostra organizzazione per promuovere forme di solidarietà. Mentre la beneficenza si muove dall’alto verso il basso, la solidarietà è orizzontale, ed è un diritto-dovere previsto dall’articolo 2 della Costituzione», ricorda Pagliarulo. Ed è proprio lì, nella nostra Carta fondamentale, che è possibile rintracciare i binari della ripresa del nostro Paese, per una Fase due democratica e solidale.

«Per spiegarmi – prosegue il vicepresidente – coniugherei la nostra parola chiave, “Rinascere”, con alcuni termini che troviamo nella…

 

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 24 aprile 

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