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Il regime di Erdogan ha accusato Yorum Grup di fiancheggiare il terrorismo e ha vietato loro di suonare. Processi farsa, testimoni segreti, i loro avvocati arrestati con le stesse inverosimili accuse. Di fronte all’impossibilità di difendersi, nel maggio 2019 Helin Bölek, Mustafa Kocak e Ibrahim Gökcek hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza. Heline e Mustafa sono morti ad aprile. Ibrahim è in fin di vita

Purtroppo è in fin di vita anche Ibrahim Gökçek. In sciopero della fame, come Helin Bölek e Mustafa Kocak, che si sono lasciati morire (lei il 3 aprile, lui 20 giorni dopo) nel digiuno a oltranza perché il governo turco non accetta la loro richiesta di giusti processi.

Gökçek è il bassista del Grup Yorum, popolare gruppo musicale turco – noto in Italia soprattutto per una splendida esecuzione di Bella Ciao – accusato in blocco di terrorismo. Ha trovato la forza di scrivere una lettera a l’Humanite (quotidiano francese) che è stata tradotta in italiano da www.comuneinfo.net.

In solidarietà con la lotta disperata di Grup Yorum vi sono molte iniziative dal basso e da due sabati un «digiuno simbolico europeo» di 24 ore che ha aggregato migliaia di persone. Ma i più importanti media italiani tacciono, come le istituzioni europee. Raccontare la vicenda di Helin Bölek, Mustafa Kocak e Ibrahim Gökcek significherebbe rompere il muro di silenzio su quel che sta accadendo in Turchia e questo è impossibile finché l’Unione Europea sarà in buoni rapporti (armi e soldi in cambio delle frontiere bloccate) con il tiranno Erdogan.

Cos’è il Grup Yorum

Scrive Filippo Cicciù su rollingstone.it: «Lontano anni luce dal glamour del mondo dello spettacolo, il Grup Yorum non ha mai cercato di scalare le classifiche strizzando l’occhio alle tendenze del momento. Ispirati dal leggendario cantore popolare turco Ruhi Su, le loro canzoni parlano di guerriglia, descrivono romanticamente le gesta di ribelli e lavoratori oppressi o fanno riferimento alla causa palestinese. L’antifascismo è uno dei loro valori fondanti cantati in una loro famosissima versione, in turco, di Bella Ciao. Anche la causa della minoranza curda di Turchia ha trovato spesso spazio tra i testi del Grup Yorum mentre molti membri del gruppo sono alevi, una comunità musulmana sciita minoritaria presente in Turchia e storicamente vista con sospetto dalle autorità. Alcuni dei musicisti del gruppo provengono da quartieri di Istanbul roccaforte della sinistra, come Küçük Armutlu o Okmeydanı, luoghi strettamente sorvegliati dalla polizia e nel recente passato talvolta anche teatro di aspre battaglie a colpi di arma da fuoco tra forze dell’ordine e popolazione locale. […] La loro popolarità in Turchia è straordinaria. Con più di 20 album prodotti e oltre 2 milioni di copie vendute, il Grup Yorum è una delle realtà musicali di maggiore successo in Turchia, capace di riempire stadi con concerti dove hanno partecipato decine di migliaia di spettatori. Più che di un gruppo musicale, sarebbe corretto parlare di un collettivo. Sui poster dei loro concerti appaiono sagome senza nome, raccontano di una band che in 35 anni di carriera ha contato decine e decine di membri, interscambiabili tra loro. Helin Bölek, una delle loro cantanti, era entrata nel gruppo di recente, nel 2015».

Death fast: morire per la libertà

Il 3 aprile è morta Helin Bölek, il 23 aprile Mustafa Kocak. Erano in sciopero della fame da 288 giorni lei e da 297 giorni lui. Avevano entrambi solo 28 anni. Lei era una delle cantanti di Yorum Grup, lui non era membro di Yorum – che in turco vuol dire «commento» – ma un prigioniero politico (condannato “provvisoriamente” all’ergastolo) con le stesse idee politiche e dunque ha deciso di unirsi a questa estrema protesta.

Il regime di Erdogan ha accusato Yorum Grup di fiancheggiare il terrorismo e ha vietato loro di suonare. Processi farsa, testimoni segreti, i loro avvocati arrestati con le stesse inverosimili accuse.

Di fronte all’impossibilità di difendersi, nel maggio 2019 Helin Bölek, Ibrahim Gökcek e Mustafa Kocak iniziano uno sciopero della fame a oltranza, in nome della libertà di pensiero. Chiedono di essere processati secondo le regole dei Paesi democratici.

Con loro altri prigionieri politici sono in «death fast», cioè preferiscono una morte veloce alla prigione e all’ingiustizia. Fra loro Didem Akman e Özgür Karakaya, in carcere per motivi politici, e due avvocati – Ebru Timtik e Aytaç Ünsal (anche loro detenuti) che chiedono giudici indipendenti e di poter continuare a difendere i loro clienti.

La loro protesta finora è stata censurata in Turchia ma anche nei Paesi europei è stata resa invisibile sui “grandi” media. In Italia la Banda Bassotti è sempre stata vicina a Yorum Grup: i primi a pubblicare un video di solidarietà (a dicembre) hanno poi preso parte a un concerto internazionale.

Partiti, sindacati, istituzioni politiche e massmedia italiani resteranno in silenzio?

 

*AGGIORNAMENTO 7 MAGGIO ORE 14* Sul profilo twitter di Grup Yorum è purtroppo comparsa la notizia della morte di Ibrahim Gökçek (https://twitter.com/GrupYorum85)

 

Info su www.facebook.com/freegrupyorum/

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