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La discontinuità con i gialloverdi che diventa ogni giorno di più un miraggio. Lo spettro dell’ingresso di Berlusconi nella maggioranza. Le contromosse delle forze progressiste. Ne abbiamo parlato con Stefano Fassina, Nicola Fratoianni, Paola Nugnes, Matteo Orfini

Prima l’appoggio un po’ impacciato ad un esecutivo guidato da chi, fino al giorno prima, governava a braccetto con lo statista del Papeete. Poi la discontinuità, in nome della quale è nato l’esperimento giallorosso, che tarda ad arrivare. Infine lo spettro dell’ingresso in maggioranza dell’antagonista storico della sinistra italiana a cavallo tra il II e III millennio. Il Caimano.

Per le forze progressiste che sorreggono il Conte II, dalle frange più “radicali” del Pd alle sinistre parlamentari, non sono giornate facili. Il ritorno di Silvio Berlusconi alle redini del Paese sarebbe per loro un rospo troppo grande da ingoiare, dopo i tanti maldigeriti compromessi degli ultimi mesi. Dall’inerzia su decreti Sicurezza e ius soli al populismo penale. Dai ritardi su Meridione e lotta alle disuguaglianze alla velenosa ricetta delle grandi opere contenuta nella bozza di decreto Semplificazioni.

«C’è il rischio reale di una deriva a destra. Si tratta del frutto di un conflitto molto aspro che si è aperto sulla gestione della fase post-emergenza, intorno al nodo delle risorse. È uno scontro particolarmente aspro che vede in campo la nuova Confindustria di Bonomi, assieme a destre, Italia viva, parte del Pd e dei 5S», dice a Left Nicola Fratoianni, portavoce nazionale di Sinistra italiana.

«I pericoli ora sono due – prosegue il portavoce -. Il primo è quello di uno spostamento sostanziale a destra nelle scelte politiche, in parte già avvenuto. Penso ad esempio ai 4 miliardi per tagliare l’Irap alle aziende fino a 250 milioni di fatturato, stanziati col decreto Rilancio. Il secondo è quello di una modificazione formale del quadro politico. Al netto delle smentite che arrivano da Forza Italia, è un dibattito sbagliato. Ed è del tutto inaccettabile che anche esponenti del mio gruppo aprano a questa possibilità».

Dopo il «nessun tabù su Fi» di Romano Prodi, infatti, è arrivata anche l’apertura di Guglielmo Epifani, ex segretario del Pd (e della Cgil) ora in Leu nelle file di Mdp: «Neppure per me – ha dichiarato al Foglio – esiste un tabù su Forza Italia. Penso che sia più utile e interessante discutere sulla praticabilità di un suo eventuale ingresso in maggioranza, studiarlo, tenendo conto del quadro europeo che non potrà che favorirlo».

Per Paola Nugnes, ex pentastellata ora in Senato con Leu, i motivi che “favoriscono” gli abboccamenti tra giallorossi e Cavaliere sono invece…

L’inchiesta prosegue su Left in edicola dal 17 luglio

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