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C’è una cultura che immobilizza gli uomini da secoli con il terrore di avere un animale dentro di sé. E dunque perché stupirci delle atrocità commesse dai carabinieri? In realtà la violenza è il sintomo di una patologia e non esprime la naturalità dell’individuo

La pandemia oltre a esasperare tutte le contraddizioni del nostro sistema sociale ed economico ha messo al centro del vivere civile il tema della responsabilità individuale e collettiva e dell’eventuale necessità di un controllo sociale. Di fronte al dilagare del contagio i cittadini di molti Paesi hanno dovuto rispettare determinate regole di distanziamento e di igiene per contenere il più possibile la trasmissione della malattia. La propria salute dipende in modo inscindibile da quella altrui. Di qui la necessità di limitare le proprie libertà per uno stato di emergenza che in queste ultime settimane il governo sta decidendo di prolungare.
Sia a destra che a sinistra si sono subito alzate voci critiche che vedono in tali misure un attacco alla libertà e alla democrazia. Quest’ultima sarebbe – a detta dei critici – in balìa di medici e scienziati.
Gli estremismi – di destra e di sinistra – gridano all’“abuso di potere” quando si ha a che fare con il tema della salute, della vita e della morte. I primi lo fanno in nome di una libertà individuale qualunquista; i secondi in nome di un libertarismo astratto.

Di fronte a una situazione così straordinaria non è lecito fare come ci pare, ma è bene seguire un protocollo di convivenza, pena un’“anarchia” che aggraverebbe una situazione a dir poco difficile da gestire. La medicina e la scienza, per certi versi, non possono dirsi democratiche: la mia opinione – di cittadina laureata in filosofia – non vale quanto quella di chi ha studiato e speso la vita nella ricerca scientifica e nella cura dei propri simili.
I difensori delle “libertà individuali” sono gli stessi – questa volta soltanto a destra – che invocano pieni poteri a carabinieri, esercito e polizia per salvare l’estate dei villeggianti dalle “orde dei migranti”, dai “balordi ubriachi” e dai “tossici” che “attentano” le strade e le piazze delle movide estive. E così alla presunta violenza delle strade si risponde con una violenza fascista che proviene proprio da chi invece dovrebbe difenderci. L’America di Trump, che all’inizio non voleva indossare la mascherina, ha dovuto fare i conti con una vera e propria rivolta sociale quando George Floyd è stato assassinato dal poliziotto bianco. I carabinieri di Piacenza sono accusati di aver fatto carriera e denaro esercitando violenze inaudite sulla pelle della povera gente. Ma questi sono gli ultimi casi di un modus operandi che ha..

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