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I giovanissimi e gli attivisti, tendenzialmente più a favore dei Dem, dimostrano un interesse che non si registrava da anni in una campagna elettorale. Secondo un sondaggio voterà il 63% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni, contro il 47% del 2016

Quando Walt Whitman scrisse Il canto di me stesso e la celebre frase: «Io sono vasto, contengo moltitudini» di certo non pensava all’elettorato statunitense. Eppure, in vista delle elezioni presidenziali del 3 novembre, sembra una citazione perfetta per descrivere cosa sta accadendo in vista di un voto che raramente è stato così importante. La diversificazione etnica e politica degli Stati Uniti appare in tutta la sua complessità durante il processo elettorale. Con la pandemia di Covid-19 ancora in corso e la malattia del presidente in carica Donald Trump sono aumentate le preoccupazioni di alcuni elettori e le convinzioni di altri. La noncuranza prestata da Trump nei confronti della propria malattia ha rassicurato i negazionisti, molto spesso suoi elettori, ma ha fatto infuriare le famiglie delle vittime o i positivi al coronavirus: attualmente, gli Stati Uniti hanno quasi raggiunto gli 8 milioni di casi.

Con lo scoppio della pandemia, le elezioni presidenziali del 2020 hanno preso una connotazione inaspettata, sia per i candidati che per l’elettorato. Tradizionalmente, gli statunitensi sono un popolo che partecipa poco al processo elettorale. Questa tendenza si era già invertita nelle elezioni di metà mandato del 2018, quando si era registrata l’affluenza maggiore dal 1914. A marzo il timore era che il pericolo di essere contagiati al seggio elettorale avrebbe scoraggiato gli elettori a esprimere la propria preferenza: i dati mostrano che non ci troviamo di fronte a questa eventualità, anzi probabilmente saranno delle presidenziali da record.

Per poter votare non solo per il presidente, ma anche per la Camera dei rappresentanti e per un terzo del Senato (oltre che per le questioni statali), negli Usa è necessario registrarsi alle liste elettorali. Non basta, cioè, avere la propria tessera elettorale, esibire un documento ed essere maggiorenni, come in Italia. L’elettore deve esprimere con largo anticipo la propria intenzione a votare, con una scadenza che solitamente corrisponde a un mese prima delle elezioni. Un movimento che sembrerebbe già complesso, se non fosse accompagnato da altre problematiche: in alcuni Stati, ad esempio, è necessario esibire un documento con foto, qualcosa che non tutti hanno, particolarmente tra gli appartenenti alle minoranze. Attualmente, in tutti gli Stati tranne il Nord Dakota è necessario registrarsi in anticipo per…

L’articolo prosegue su Left del 16-22 ottobre 2020

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