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I classici per l’infanzia tornano in nuove edizioni arricchite da opere di originali illustratori. Un viaggio nel mondo della fantasia e dell’avventura di ieri e di oggi

In questo straordinario Natale, che certo non dimenticheremo, arrivano i tradizionali consigli per regalare un libro da mettere sotto l’albero o nella calza della Befana dei nostri bambini.

Da cosa partire se non dal Canto di Natale, il classico dei classici natalizi, oggi in una bella edizione che vuole festeggiare i centocinquanta anni dalla scomparsa di Charles Dickens. Una nuova edizione (Einaudi Ragazzi) rivisitata nel testo dalla traduzione di Pierdomenico Baccalario e nelle illustrazioni, in controtendenza sgargianti e gioiose, di Mayumi Oono.

Tutti conoscono la storia del protagonista che, diventato simbolo dell’avaro, diede modo a Disney di chiamare proprio Scrooge il nostro Zio Paperone. Come vuole la tradizione, c’è un camino acceso e Mr. Scrooge si prepara a celebrare la festa quando viene visitato dagli spiriti del Natale che gli permetteranno di ravvedersi e scoprire l’interesse e l’amore per il prossimo. Una lezione certo di grande attualità.

Per quanti vogliono invece restare sul classico, suggeriamo il Canto di Natale illustrato da Roberto Innocenti (La Margherita). Qui sono gli ambienti, esterni ed interni, di una Londra ottocentesca a restituire il sapore dickensiano. Con l’autore, Innocenti sceglie il popolo degli emarginati di cui sviluppa le vicende umane e abbraccia la morale della favola che riconosce nell’uomo qualunque il vero eroe della storia. Non possiamo a questo punto non citare, per restare in tema, un altro grande classico natalizio, del grande E.T.A. Hoffmann, lo Schiaccianoci che vi consigliamo, sempre con le straordinarie illustrazioni di Innocenti (La Margherita).
E ricordiamo che Innocenti è il solo illustratore italiano ad essere insignito nel 2008 dell’Hans Christian Andersen Award, l’ambito premio internazionale assegnato dall’IBBY – International Board on Books for Young People (www.ibbyitalia.it).

Fra i libri pubblicati in questo ultimo anno, molte le proposte per festeggiare i cento anni dalla nascita di Federico Fellini. Vi consigliamo due titoli dedicati alle diverse fasce d’età. Per i più grandi, ma anche per tutti, scegliamo Federico Fellini (Edizioni Primavera) di Grazia Gotti con le belle illustrazioni di un maestro quale Giuseppe Palumbo. Per i più piccoli, l’albo illustrato Giulietta e Federico (Camelozampa) di Federica Iacobelli, con le brillanti illustrazioni di Puck Koper, giovane illustratrice diplomatasi alla prestigiosa Cambridge School of Art, che ha ricevuto il premio Opera Prima alla Bologna Children’s Book Fair 2020. Ascoltiamo le parole delle autrici tratte da “Ciak… si legge!” di David Tolin, articolo pubblicato sul Blog Ibby Italia Un ponte di Libri che vi invitiamo a salvare fra i vostri preferiti.

«Nessuno mi aveva chiesto un libro su Fellini – ci svela Grazia – ma forse preoccupata che nell’anno del centenario felliniano e rodariano insieme non ci fossero abbastanza libri per ragazzi sul cinema, ho acceso il computer e mi sono messa a scrivere. Gianni Rodari vedeva anche molti film per ragazzi. Erano film internazionali, grazie al festival di Mosca, al quale era invitato come giurato. Da tempo sentivo che era arrivato il momento di rivisitare la tradizione del grande cinema».

E Federica, a proposito delle proprie motivazioni, chiarisce: «Il confronto costante, consapevole e inconsapevole, è avvenuto soprattutto con un immaginario, o meglio, con i tanti immaginari, che con quel cinema e quelle esistenze hanno a che fare. E dire con quel cinema, vuol dire anche con il cinema tout court, perché Fellini e Masina, insieme e separatamente, con le rispettive arti e i rispettivi talenti, hanno fatto una buona parte della storia della settima arte».

Per finire, una preziosa riedizione, La cucina della notte di Maurice Sendak, pubblicato oggi da Adelphi con la traduzione di Lisa Topi. Operazione preziosa perché il libro mancava da troppo tempo dagli scaffali delle nostre librerie.
Protagonista della storia è Mickey che si sveglia in piena notte e ancora nudo precipita nella cucina dove finisce nell’impasto e viene inseguito da tre cuochi pasticceri che hanno le fattezze di Ollio. Ma Mickey, la piccola peste, riesce a liberarsi e vola via nel suo aeroplano di pasta nella cucina di notte, mentre fa da sfondo lo skyline di New York City. Il libro – un omaggio alla cucina materna e agli eroi dell’infanzia: Mickey Mouse, Little Nemo e Oliver Hardy – vide la luce nel lontano 1970 ed è quasi una continuazione dell’ancor più famoso Nel paese dei mostri selvaggi, il capolavoro di Maurice Sendak, che trovate sempre nel catalogo Adelphi. Qui protagonista della storia è Max che per punizione viene mandato a letto senza cena. “La mamma gli gridò: ‘MOSTRO SELVAGGIO!’ e Max le rispose: ‘E IO TI SBRANO’.” Così partì per il paese dei mostri selvaggi, ma “li domò con il trucco magico di fissarli negli occhi gialli” e ne diventò il re. È il viaggio dell’avventura che ci lascia vivere e giocare con le nostre paure, rabbie, emozioni, per superarle. È il gioco dell’infanzia che ci permette di volare oltre i confini della stanza.
Dice Maurice che nasceva ‘in una terra chiamata Brooklyn’ da genitori ebrei di origine polacca, il 10 giugno 1928, l’anno di nascita di Mickey Mouse: «Attraverso la fantasia i bambini giungono alla catarsi. La fantasia è sempre il migliore strumento per superare le ‘Cose selvagge’».

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