«La designazione degli Usa del movimento yemenita houthi (Ansar Allah) come organizzazione terroristica è stato l’ultimo sconcertante atto dell’amministrazione Trump». Non ha dubbi la nostra fonte yemenita nel commentare la decisione dell’ex Segretario di Stato Usa Mike Pompeo annunciata pochi giorni dall’insediamento del nuovo presidente statunitense Biden. «È un errore gravissimo che rischia di far cadere il Paese in una carestia di dimensioni mai viste dalla catastrofe degli anni 80 in Etiopia», aggiunge sconsolata.

Una denuncia condivisa da analisti e ong umanitarie che operano in Yemen. Ma soprattutto dal direttore generale dell’Ufficio delle Nazioni unite per il Coordinamento degli affari umanitari Marc Lowcock che ha esortato a metà gennaio Washington ad annullare la sua disposizione perché «potrebbe portare ad aumento del costo cibo del 400%». «Già 50mila yemeniti rischiano di morire di fame in quella che è già una piccola carestia – ha spiegato -. Ma altri 5 milioni si trovano soltanto poco dietro».

Il disastro umanitario yemenita è evidente solo nei numeri: l’80% della popolazione (24 milioni su 30,5 complessivi) ha bisogno di assistenza umanitaria. Di questi, 14 milioni ne hanno assoluto bisogno. A preoccupare è soprattutto l’insicurezza alimentare che riguarda 20 milioni di persone, ovvero 2 su 3 yemeniti. Senza poi dimenticare che 20 milioni non hanno accesso all’acqua pulita e servizi igienico-sanitari. Lo Yemen è un Paese distrutto, lacerato dall’epidemia di colera (ora pare terminata) e ora dal Covid-19 le cui morti ufficiali sono sotto il migliaio. Un dato sicuramente a ribasso dato che il sistema sanitario è del tutto collassato dopo 6 anni della guerra saudita anti-houthi che ha fatto oltre 100mila vittime.
In questo contesto, la decisione nordamericana contro gli sciiti houthi filo-iraniani sembra dare il colpo finale. «La mossa soffocherà i flussi di cibo nel Paese che dipendono per lo più da importazioni e complicherà il lavoro delle agenzie umanitarie – denuncia la nostra fonte -. I commercianti yemeniti temono infatti che …


L’articolo prosegue su Left del 29 gennaio – 4 febbraio 2021

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