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Una proposta, che va incontro ai bisogni di lavoratori e imprese, per affrontare uno dei problemi più pressanti di una lunga crisi che la pandemia ha acuito

L’ultimo report dell’Inail, aggiornato al 31 dicembre 2020, rileva che i contagi da Covid denunciati all’Istituto sono 131.090. La categoria più colpita risulta essere quella dei tecnici della salute, con un’alta percentuale di occupazione femminile, ben il 38,6% delle infezioni denunciate: infermieri, operatori sociosanitari, medici, operatori socioassistenziali, ausiliari e barellieri.

È evidente che l’impatto della pandemia ha fatto emergere nuove aree di rischio lavorativo che vanno tutelate. Anche alla luce di questi dati, la nostra proposta è quella di considerare, anche a fronte della scadenza a fine anno di Quota 100, la necessità di migliorare e allargare l’Ape sociale (anticipo pensionistico).

Il criterio guida, per noi, è quello di rendere strutturale la flessibilità nel sistema pensionistico, superando le rigidità anacronistiche introdotte dalla legge Monti-Fornero. Avere una previdenza flessibile è il massimo della modernità, anche per il fatto che stiamo entrando progressivamente nel sistema contributivo, che completerà il suo ciclo, iniziato nel 1996, tra poco più di dieci anni. In secondo luogo, collegare la flessibilità alle…

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Gli autori: Cesare Damiano già sindacalista e parlamentare in tre legislature, è stato ministro del Lavoro durante il secondo governo Prodi (2006-2008) ed è presidente dell’associazione Lavoro & Welfare. Marialuisa Gnecchi è stata parlamentare in due legislature per il Pd e con Damiano è stata la firmataria della proposta di legge n. 857 “Disposizioni per consentire la libertà di scelta nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico”.


L’articolo prosegue su Left del 12-18 febbraio 2021

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