Molto spesso «stare al passo con i tempi» suona come una frase fatta ma non è il caso del “Primo corso introduttivo sull’esorcismo”. Organizzato dall’Istituto Sacerdos, un ente accademico che fa parte dell’Ateneo pontificio Regina apostolorum con sede a Roma, questo corso, che evidentemente si fonda sulla convinzione forse un po’ antiquata dell’esistenza di Satana, si è difatti svolto online in forma di webinar sfruttando quella “diavoleria” che ormai da un anno ha prepotentemente fatto irruzione nelle nostre vite causa-covid e che risponde al nome di Zoom.

Il programma del corso, si legge nel comunicato di Sacerdos, «intende presentare, in ambito accademico, un’introduzione al tema del ministero dell’esorcismo e promuovere la conoscenza di suddetto ministero, particolarmente tra i sacerdoti e i laici coinvolti e interessati in questo ambito, affrontando argomenti quali la teologia e il ruolo dell’esorcista, il diritto canonico e alcuni aspetti della psicologia. Questo corso – prosegue la nota – non è assolutamente da intendersi come sostitutivo di quello che annualmente l’Istituto propone in presenza dalla durata di una settimana e che ha come obiettivo quello di presentare in maniera molto più approfondita gli aspetti multidisciplinari dell’esorcismo e della preghiera di liberazione. Il suddetto corso è programmato per l’autunno 2021 in modalità presenziale nella sede di Roma».

Quest’ultimo riferimento è al master di “Esorcismo e preghiera di liberazione” che da tanti anni si svolge al Regina apostolorum. La notizia del webinar sarebbe passata inosservata, e noi non ve la staremmo dando, se il comunicato emesso dagli organizzatori per descrivere i contenuti non fosse stato ripreso integralmente da quotidiani di una certa importanza, come per es. La Repubblica e Il Giorno, dando così una grossa mano alle iscrizioni che, come si legge sul sito sacerdos.org, alla modica cifra di 250 euro hanno dato il diritto di partecipare a sacerdoti e laici in possesso di rigorosi requisiti ai cinque giorni di corso dall’1 al 4 marzo. Ma ad averci colpito non è tanto il fatto che degli esorcisti e aspiranti tali non disdegnino lo “sterco del diavolo” – anche questo probabilmente è un modo per stare al passo con i tempi – quanto la conferma che la stampa italiana perda sempre più spesso l’occasione di celare la sua totale perdita di senso critico (e laico) nel momento in cui ci sono notizie (o presunte tali, come per es. quella relativa a un webinar) che riguardano il Vaticano e il mondo della Chiesa cattolica in generale. Per intenderci, la perdita di senso critico è ciò che accade regolarmente con papa Bergoglio. Ci sono giornali che riportano regolarmente interi passaggi di discorsi pronunciati dal pontefice cattolico durante la celebrazione di una messa, come fossero le considerazioni di uno scienziato sulle caratteristiche di un vaccino anti-covid da lui appena realizzato. Non solo. Questi stessi giornali, ma anche dei “quotatissimi” giornalisti che conducono talk show in televisione, per dirne una, quando parlano del papa usano in continuazione l’epiteto “sua santità”, accettando acriticamente la dimensione clericale che è insita in questa terminologia. Dallo sdoganare l’uso del termine “sua santità” a dare per assodata l’esistenza del diavolo da parte di un media (sedicente) laico il passo a quanto pare è brevissimo. E infatti è ciò che è accaduto. Passiamo oltre.
Come alcuni dei nostri lettori ricorderanno, chi…

 


L’articolo prosegue su Left del 5-11 marzo 2021

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