Si riduce sempre più la “distanza” tra formazioni neofasciste come CasaPound e Forza nuova e i partiti di centrodestra in Parlamento. Due dei quali sono al governo. Ma è presto per capire cosa accadrà man mano che Draghi proverà ad attuare il programma

L’estrema destra in Italia è in una fase critica di cambiamento. Problemi interni nelle organizzazioni maggiori si legano al nuovo assetto politico nelle istituzioni. È presto per capire quale sarà “l’effetto Draghi” che ha diviso il centrodestra, ma l’approssimarsi di elezioni amministrative in cui i poli si dovrebbero riaggregare e la situazione in alcuni territori consentono di fare una prima fotografia. Le due organizzazioni più rappresentative hanno operato scelte diverse: CasaPound, dopo gli scarsi risultati elettorali, è tornata “movimento”; Forza nuova ha subito una spaccatura che ha portato alla nascita della “Rete dei patrioti”. Abbiamo cercato esperti per parlarne.

Fra loro Federico Gervasoni, bresciano freelance, di cui è appena uscito il nuovo libro Muori presto, che paga il suo impegno di professionista con il dover vivere sotto vigilanza di polizia dopo le minacce ricevute. Quanto scrive infastidisce certi ambienti: «I loro gruppi si sono ritrovati con la chiusura degli stadi e con l’emergenza sanitaria a cavalcare le proteste. Forza nuova a Roma ha gestito il flop del raduno negazionista del 6 giugno con le curve degli stadi. In autunno ha provato a coinvolgere i ristoratori».

Secondo Gervasoni, CasaPound è ormai separata da Fratelli d’Italia da una linea sottilissima: «Con la Lega – dice – hanno sempre avuto più problemi perché una…


L’articolo prosegue su Left del 5-11 marzo 2021

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