«Cogli uomini sfilarono le partigiane, in abiti maschili, e qui qualcuno tra la gente cominciò a mormorare: – Ahi, povera Italia! – perché queste ragazze avevano delle facce e un’andatura che i cittadini presero tutti a strizzar l’occhio. I comandanti che su questo punto non si facevano illusioni, alla vigilia della calata avevano dato ordine che le partigiane restassero assolutamente sulle colline, ma quelle li avevano mandati a farsi fottere e s’erano scaraventate in città». Lo scrive Beppe Fenoglio ne I ventitré giorni della città di Alba (Einaudi). A Milano, denuncia Lidia Menapace, è Palmiro Togliatti a dire: le donne no. Non sfilano. Il messaggio è chiaro: il tempo dell’eroismo e degli amori è finito. Si torna a casa. Casta fuit, domi mansit, lanam fecit. Il ruolo della donna, da duemila anni, è circoscritto all’ambito domestico: procreare, prendersi cura dei figli, servire il dominus; la “natura” a lei riserva la sfera privata e gli affetti, all’uomo la sfera pubblica e la razionalità.

La scelta è tornare a casa o militare nei partiti. La normalità, al prezzo della sparizione dell’immagine di donna nuova a cui hanno dato vita, andando verso la libertà e l’avventura. La ragazza insoddisfatta, che non sa cosa vuole, deve sparire, suggerisce Michelangelo Antonioni ne L’Avventura, perché disfunzionale alla logica del “partito nuovo” e della democrazia progressiva, voluti da Togliatti per un cambiamento epocale dell’Italia quando rientra in Italia da leader carismatico e con un piano preciso sul partito da costruire.
Pietro Nenni ha vita più difficile nel Psiup, pur godendo di un indiscusso prestigio esterno. Altro soggetto politico della sinistra è il Partito d’Azione, ma la sua composizione plurima – liberali, socialisti e repubblicani – lo porterà al dissolvimento. Le donne si indirizzano a Pci e Psi. I socialisti scarseggiano di donne sia nel partito che al Parlamento; ma sono più laici e molte conquiste portano il loro nome.
Più numerose le donne del Pci. Comuniste e socialiste da I Gruppi di difesa della donna nel ’45 confluiscono nell’Udi (Unione donne italiane); le cattoliche fondano il Cif (Centro italiano femminile), come rilevò Togliatti nel giugno del ’45 alla prima conferenza delle donne comuniste. Il leader comunista si rivolse ad un pubblico di ex partigiane a cui doveva fornire nuovi obiettivi perché continuassero a…


L’articolo prosegue su Left del 5-11 marzo 2021

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