«Siamo felici di annunciare la nascita di Facciamo Eco, la nostra componente ecologista». Dopo ben tredici anni i verdi sono tornati in Parlamento. Lo fanno sotto le insegne di “Facciamo eco”, la nuova componente ecologista nel Gruppo misto della Camera, presentata in conferenza stampa a Montecitorio. A fondarla Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente, che ha abbandonato nei giorni scorsi il gruppo di Leu per entrare nel Misto. Ad aderire da subito al progetto sono stati Lorenzo Fioramonti, ex 5Stelle ed ex ministro dell’Istruzione, e Alessandro Fusacchia, eletto con +Europa e poi passato al Centro democratico.

Il progetto ha potuto vedere la luce grazie al contributo del Partito dei Verdi che hanno concesso l’utilizzo del proprio simbolo, con cui si erano presentati alle scorse elezioni, un passaggio indispensabile per ottemperare agli obblighi del regolamento parlamentare.

Ecologia, Europa, cura, talento e riscatto. Queste le parole chiave. Il programma verterà sui temi da sempre cari ai Verdi, come il futuro sostenibile per le nuove generazioni, l’economia green, il lavoro, l’impresa, l’istruzione e la ricerca. «È necessaria una voce autonoma che parli di transizione ecologica, senza slogan. Senza verniciate di facciata. Partiamo da una componente che si chiama Facciamo Eco, per parlare di un progetto più ampio. Che diventi una voce e che possa essere una guida per il Paese», ha dichiarato Muroni. Un Paese che sembra aver perso fiducia nel Parlamento e pare sempre più distante dalle Istituzioni e che ha necessità di affacciarsi di nuovo alla politica concreta.

Per i fondatori della nuova componente gli obiettivi sono chiari: gestire con trasparenza il ciclo dei rifiuti e la tutela delle acque, prevenire il dissesto idrogeologico, istituire nuove aree protette, in sinergia con le realtà locali. La componente ha ribadito l’appoggio convinto al nuovo governo e poi ha chiarito di volerlo però incalzare senza indugio né esitazione, per portare avanti gli obiettivi, che dovranno essere comuni e trasversali.

«Grazie all’accordo con la Federazione dei Verdi – affermano i tre parlamentari promotori del progetto -, abbiamo deciso di mobilitarci per ricordare come un vero cambiamento sia possibile solo dando “voce” a chi non ce l’ha, soprattutto le nuove generazioni, che ci chiedono un’inversione di rotta tanto radicale quanto concreta per garantire un futuro sostenibile. L’ambientalismo politico non può prescindere da una nuova visione dell’economia, che sia improntata ai valori dell’ecologia, facendo leva su tutti gli ecosistemi dell’innovazione tecnologica e sociale»

«In questa fase politica in cui tutti si reinventano ecologisti – dichiarano i deputati – è importante che chi ha una storia di impegno concreto sul fronte ambientalista faccia sentire la propria voce, dando spazio a tutte quelle realtà associative e scientifiche che da decenni si battono per una vera transizione ecologica del Paese». Un progetto, dunque, che va contro i “furbetti” dell’ecologia.

«Lotteremo contro il greenwashing, contro la finta transizione che si trasforma in “transazione” e incalzeremo il governo per passare dalle parole ai fatti. Cominciando con una serie di proposte concrete, dall’inserimento di un servizio civile ambientale nel Pnrr per unire lavoro e formazione sulla messa in sicurezza del territorio, fino ad una riforma fiscale green (partendo dal taglio graduale dei sussidi ambientalmente dannosi) e ad un nuovo approccio sulla scuola e sulla ricerca, vere leve dello sviluppo di una nazione», concludono i tre.

Sebbene le culture politiche di provenienza dei tre deputati siano diverse, per l’onorevole Fusacchia vi sono obiettivi e valori comuni: «Abbiamo la ferma volontà di fare una sintesi al rialzo, guidati dalla stella polare che è la sostenibilità». Un appello poi ai colleghi in Parlamento, ai cittadini e a tutte le realtà associazionistiche e del territorio: «Abbiamo un indirizzo mail, inviateci idee, suggerimenti, proposte, siamo una filiera corta».

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